lunedì 27 giugno 2016

Finestrelle - Romanticherie da chiccodigrano 2

Cade un dentino.
Stupore- Gioia-Felicità

Conversazione origliata
"Speriamo che il topino mi porta due monetine per il gelato, così prendo il gelato al cioccolato anche per te papaverina"

Il topino colpito da tanta generosità si fa prendere la mano e lascia una banconota da 5 euro.

Il giorno dopo al risveglio:

"La mia prima banconota, ma il topolino è impazzito!! La mia prima banconota!!! ...
... mamma esistono gelati da 1 euro?"
"Credo di si"
"allora prendo 4 gelati, uno per ogni membro della famiglia e col soldino in più facciamo anche felice il gelataio"

Stupore- Gioia-Felicità



venerdì 17 giugno 2016

leggi

- Sciatta ... si si mi vesto un po' sciatta ... sciatta è la soluzione giusta, nel mondo della scienza e in quello dei modelli lo sciatto-style è quello che va di più ... ok mi vesto sciatta -
- Si ma i pantaloni sono sgualciti, la maglietta pure ... le scarpe quasi da mare ... troppo ... troppo ... si capisce che poi mi sono vestita sciatta a posta ... leviamo la maglietta, una camicia ... si questa si ... sgualcita pure lei ... ma ci sta ... camicia ma sgualcita ... giusto livello di sciatteria: stile "oggièungiornoqualunquemicahosceltoivestiticoncura"-
-però sti pantaloni sono proprio sgualciti ... ma quanti anni avranno? 10-15, leviamoli va' 'na stirata gli serve una stirata"
-ok così va bene, camicia sgualcita, pantaloni morbidi, sandalo con la zeppa, collana, un po' come tutti i giorni, solo un po' meno curata, che sennò tutti quegli uomini pensano che sono una femmina frivola che pensa solo ai vestiti-

Legge di Serena sulle riunioni
"Il tempo che ci metti a scegliere i vestiti per una riunione è direttamente proporzionale alla loro importanza e inversamente proporzionale alla tua sicurezza"

martedì 14 giugno 2016

Romanticherie da chiccodigrano

"Mamma rimetti quel copridivano con gli elefanti rosso e dorato?"
"Si perchè? Ti piace?"
"Perchè poi così domenica mattina mi sveglio prima di voi e mentre voi dormite io mi stendo su quel copridivano e mi metto ad ascoltare il rumore dell' orologio ... tic tac"

Chissà che magico ricordo ha di quella mattina in cui è stato l'unico padrone della casa a godere del suo silenzio e della sua luce ... sul copridivano con gli elefanti
Avrei voluto essere una mosca per vedere la sua faccia ...

lunedì 16 maggio 2016

Lei

Lei è un carrarmato.
Lei è talmente gioiosa che sembra non vera.
Lei piange a caso per cose assurde ma non sembra che nulla possa veramente colpirla.

Poi però si offende per una sgridata o tiene il broncio perchè rido di lei, perchè lei fa veramente troppo ridere, lo so ... sono di parte.
Fa ridere perchè è divertente, inconsapevolmente matura e anche perchè lei quando ride fa ridere il pianeta. E' il suo superpotere ... gliel'ho detto l'altro giorno.
E per nostra fortuna lei ride spesso, quasi sempre e non perchè è stupida, perchè è felice.
Tutto questo la rende a volte poco reale ... e invece lei è vera, così vera che ...
quando la accompagno e corre dalla maestra col sorriso e poi però torna indietro con lo stesso sorriso e mi dice a bassissima voce nell'orecchio "Mamma oggi torni prima da lavoro?" è come un cannone che perfora lo stomaco.

... e quando poi torno prima e passo un pomeriggio in casa con lei, la gioia che fare anche la più banale delle cose come ritirare il bucato con lei porta, mi fa compagnia per giorni.

Oggi si è svegliata "Domani è la mia festa" mi ha detto come prima cosa.

Buon compleanno papaverina.
Io non mi ero accorta quattro anni fa di aver creato questa meraviglia ... e forse neanche tre o due anni fa ... ogni giorno che passa me lo riveli sempre più.

La vita va per te, papaverina, tu vai per la vita.




venerdì 13 maggio 2016

Ad un trivio

Mi sono regalata 24 ore per me, per una festa di 40 anni per passare del tempo con la mia vita precedente e con le due donne con cui un tempo condividevo la giornata.
Ora la riccia  vive dove per un po' ho vissuto fuori anche io e non la vedevo da quasi 2 anni, ma quando venne lei qui io non c'ero ... ero su venere.
Cecioinbocca invece vive in Italia, la sento spesso e la vedo anche relativamente spesso ... dorme sul letto a castello dei miei bimbi quando passa da noi.
Eravamo più o meno su una strada simile quando loro hanno lasciato Napoli.
Alla riccia mi univa un carattere un po' scontroso ma dall'abbraccio facile (il suo, io ero accomodante, ma un po' celata), l'amore per un sagittario, le sigarette, le magliette da rockettara.
A cecioinbocca mi univa lo sguardo basso, una strada purtroppo comune di una malattia e una mancanza troppo grande quando dovresti pensare solo a diventare donna, l'amore-odio per i modelli, la pignasecca.
E la birra ... a entrambe, fresca, a stomaco vuoto d'estate, per chiudere fuori tutti e guardarci noi tre negli occhi e vederci crescere negli occhi le une delle altre.
Eravamo su una strada, poi loro sono partite, poi sono partita anche io.
Io sono tornata, loro no.
Ora siamo su tre strade.
Sabato si è riunito il mio trivio.

Ho visto che vita avrei potuto vivere.
A vivere lontana da una rete di supporto, in un paese che mi ha rubato il cuore.
A vivere da sola in una casa grande quasi quanto la mia in una città che ho sempre amato.

Ho sentito che la mia vita è mia, che è proprio così che doveva andare e che è la mia strada della felicità, in cui non cambierei nulla, nè per la pausa pranzo con bagno in un mare blu circondata da una lingua di suoni dolci, nè per una vita in cui tutto si può fare in bicicletta e un cinema non diventa un lusso, ma è un'abitudine.

Amo la mia vita, amo quello che sono.
e loro così uguali e così diverse da quelle che eravamo restano Loro.
... e dentro me da quel posto in cui erano, non si sono mosse neanche di un centimetro.

Auguri gè.
Auguri amiche mie, quest'anno ne fate 40.
Io ho ancora un anno di respiro.
Ci vediamo l'anno prossimo.
ps ge' ... a romperti il polso pogando la sera della tua festa di quaranta anni ... sei un mito ... solo tu!





mercoledì 20 aprile 2016

la rete

Sto vivendo una serie di piccole e grandi vicissitudini che mi stanno colpendo molto da vicino e di cui non parlerò qui, quindi rassegnatevi a un'immagine di foschia densa, densissima, che mi avvolge ... descrive bene la scena.
Mi sembra che questo 2016 abbia sparato tutti i suoi colpi di scena negativi nei primi mesi della sua esistenza.
La mia casa, il mio porto sicuro, i loro sorrisi mi guidano la strada.
A volte porto a casa un vaso colmo e basta una goccia per traboccare e trabocca su di loro, ma loro mi amano e incassano. Ci siamo anche per quello.
Penso un po' ai guai e a come sia normale e giusto esserci se c'è un guaio per chi ami.
La famiglia è fatta di tante persone ... da ieri ho iniziato a chiamarla rete.
La rete è fatta da tante persone, anzi, la mia rete è fatta di tante persone.
La rete si coltiva, non è dotata di tanta autonomia ...  e io la coltivo, ci provo, sembro un giocoliere e a volte mi viene meglio e a volte peggio, ma io ci provo non senza sensi di colpa per chi fa i salti mortali con me.

La rete si coltiva e la rete c'è ed è giusto e bello che ci sia se succede un guaio, ma ieri mi si aiutava a pensare che è altrettanto bello e giusto esserci se c'è una cosa bella da festeggiare.
In questa fitta foschia dove si naviga a vista mi coltivo come piccoli fiori questi spazi per festeggiare  chi è nella rete, ed è nel mio modo di essere, io sono così.
Non tutti coltivano la propria rete ed è brutto non trovarla sotto se si cade ed è altrettanto brutto non trovarla a rilanciarti in aria per festeggiare con un hip hip hurrà.
Sono scelte, modi di essere, scelte di sistema e nessuno può dire quale sia il sistema migliore perchè quello che va bene ad uno può non andare bene ad un altro.

Ho studiato ecologia.
Una comunità, in ecologia, è definita come un insieme di individui raggruppati in popolazioni che condividono un ecosistema e sono connessi da una rete di interazioni, se le interazioni sono alimentari si parla di rete trofica, la vecchia catena alimentare dei libri di scuola. Il leone mangia la gazzella, la gazzella mangia l'erba, ma magari il leone mangia anche lo gnu, che mangia la stessa erba o magari un'altra pianta, insomma se tracci delle linee come se fossero fili che li collegano tracci una rete.
In questa rete ci sono molti nodi, gli individui.
Se per caso avviene una perturbazione nell'ecosistema e questa perturbazione tocca la rete per intero o alcuni dei suoi nodi, più nodi ci sono più la rete è in grado di riarrangiarsi, sostenersi e trovare un nuovo equilibrio.

Ci sono nodi più importanti per il sistema e nodi meno importanti, e i primi guai a chi li tocca, si rischia il tracollo del sistema, ma i nodi tutti sono importanti, perchè constribuiscono a garantire la stabilità del sistema e di tutti i nodi che ne fanno parte.
E' estremo il fascino di una piccola rete fatta tutta di nodi vitali, essa è magica, sa di vita.
Purtroppo però, la sua stabilità è in balia degli eventi, manca la matrice di sostegno, è una rete pericolosa, ma vivaddio che esista una rete così stretta anche se non tutti siamo nostro agio in una rete così mozzafiato.

La mia rete è invece fatta di nodi vitali per cui mi farei uccidere e di nodi importanti, ma anche di altri nodi meno importanti, ma che ci sono comunque, è una rete vasta.

Forse io punto solo alla mia sopravvivenza, a quella dei miei, al benessere del mio sistema, ma ci tengo alla mia rete e la coltivo nella buona e cattiva sorte, senza per questo dare meno importanza chi è nello stesso nodo con me perchè è la mia famiglia.
Anzi credo di farlo anche per loro e forse dovrei sentirmi meno in colpa per i salti mortali, se fattibili e non doppi carpiati.
L'ho capito solo ieri.






giovedì 3 marzo 2016

C'era una casa ...

C'era una casa con la porta sempre aperta, a tutte le ore del giorno e della notte.
Con una stanza armadio da cui tutte potevamo attingere sempre.
Con un cagnolino che abbaiava come un dannato e aveva un solo testicolo e tutti lo prendevamo in giro.
C'era una casa con un papà con la erre moscia e una simpatia innata e una sorella altissima che dormiva fino alle 13 anche a 30 anni e mi ricordo che mi sembrava strano.
C'era una mamma .... anche lei con quella cazzo di sigaretta sempre accesa, sempre.
Quella casa è stata la mia casa per anni, la nostra casa per anni.
Eravamo sempre tutti accampati là.
C'era cibo per tutti, c'erano sigarette per tutti, letti per tutti, vino, birra e cioccolata per tutti.
Mai quella porta è stata chiusa per me.

Chissà come sarà quella casa ora.

Signora, lei resterà in tutti questi ricordi, nei suoi sorrisi sornioni di fronte alle nostre cose di ragazzine, nel suo esserci stata quando io e lui eravamo agli albori e soprattutto nella sua porta sempre aperta ... e adesso che sono donna e mamma capisco quanto amore ci fosse dietro quella porta sempre aperta. Molto amore.