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sabato 24 agosto 2013

Sola

... O meglio, accompagnata da chiccodigrano dormiente. Anche qui in vacanza faccio fatica a fermarmi perché quando ho un attimo per me mille incombenze vengono fuori. 
Tutte quelle cose che in vacanza anzi in viaggio un due con due bimbi altrimenti non potresti fare mai e il tuo essere donna verrebbe davvero a mancare ...
Oggi fra una cura qui e una li' mi interrogo su chi si porta la tata in vacanza ... La nostra non può e così noi tagliamo la testa al toro ... Quando mi è capitato di vedere una coppia con una bimba sul traghetto direzione alicudi salutare la tata indiana, che evidentemente avrebbe dormito in poltrona per andarsene loro a dormire in cabina con la bimba che non aveva nessuna voglia di lasciarla (la tata) ho avuto una strana sensazione: da un lato ho pensato alla tata indiana scomoda e dall'altro alla loro vacanza agevolata con invidia (noi prima vacanza in 4 terrorizzati) poi ho pensato a quanto mi piace curare i miei bimbi e a quanto a questa età molto del rapporto derivi dalla semplice cura quotidiana ... Insomma
non so se lo farei se potessi ... Mia suocera però se la nostra tata si muovesse se la porterebbe volentieri a mare a luglio con lei a curare le due belve altrimenti costrette al caldo della città ... Io e la miadolcemetatuttadunpezzo ci faremmo una vacanza in città da piccioncini e mia suocera e la nostra tata si scolerebbero buon vino parlando della vita e di libri nel giardino di sera ... Altro che scomode poltrone ... Ma la mia tata non si sposta dalla città ... Quindi niente sogni di gloria ... Comunque credo che io non la porterei comunque a turbare l'intimita di questi spazi solo nostri ... 
Perché non mancano solo gli spazi solo miei ... Ma anche quelli solo nostri anche solo nei 5 minuti di riposino contemporaneo delle belve, cosa che purtroppo qui sta accadendo molto troppo raramente ... comunque i bambini in vacanza al mare spinti sull'altalena da tate impegnate al telefono mi fanno tanta tristezza ... Non che poi non mi capiti di mettermi a parlare al telefono se spingo i miei bimbi sull'altalena ... Ma io sono la mamma!

venerdì 11 febbraio 2011

Amo la mia auto


Io non avrei mai immaginato di provare dei sentimenti nei confronti della mia auto, eppure è successo, io e l'ecologista che risiede in me la amiamo alla follia anche se per noi rappresenta il male.
E' successo così, per caso, me ne sono accorta stamattina mentre nel traffico cantavo a squarciagola "I will survive" nella versione dei Cake, lì ho capito di amare la mia auto.
Un tempo andavo al lavoro a piedi, amavo le strade che incontravo, amavo le persone che incrociavo, amavo il mio i-pod, i miei piedi che scendevano scalino dopo scalino (per andare a lavoro scendevo una cifra di scalini), il mare che intravedevo in alcuni punti, il colore di un palazzo preciso, le foglie degli alberi a terra, amavo alla follia quell'attimo di libertà in cui il buonumore del risveglio (se mi capitava 'sta fortuna) veniva nutrito dalle piccole cose belle che una passeggiata può donare.
Ora vado a lavoro in macchina, cammino solo fino al garage: faccio una bella salita carica del mio computer sulle spalle schivando buche e cacche di cane, scendo nel garage venendo frustata dal vento più forte del mondo, entro nell'auto, metto la cintura, chiudo gli sportelli, metto l'auricolare al cell. accendo radio-capital, incontrando i miei amici del mattino e sbam quasi sempre parte la canzone giusta. Guido la mia piccola auto a gpl per le strade, fregandomene dei posti di blocco che fermano i catorci che non dovrebbero circolare alcuni giorni, fregandomene delle piccole lotte con chi è in seconda fila, con chi ti suona se rallenti 5 secondi e con chi vuole mettermi di cattivo umore e ... mi sento libera ... sono sola.
Ora nulla contro la miadolcemetàtuttadunpezzo e nulla contro il mio chiccodigrano, ma da quando è nato, a volte mi capita di non riuscire a stare da sola senza il pensiero di lui neanche durante la doccia (me lo porto con la sdraietta con me) e neanche nello svolgimento di altre più terrene funzioni che si svolgono nella stessa sala da bagno per cui ... quella mezz'ora o più che la mattina trascorro nella mia macchinina tutta sola ha un valore inatteso.
Metto la musica a palla e canto come una dannata fregandomene degli sguardi esterrefatti dei compagni di strada chiusi anch'essi nei loro barattolini. A volte faccio una telefonata ad una vecchia amica e mi ritrovo a ridere e dire scemate come quando avevo 16 anni, xchè si la sera di telefonare non me ne va, perchè poi ho dal vivo i miei ometti a cui voglio dare attenzione.
Insomma quella mezz'ora la amo e amo la mia auto che me la concede, alla sera quando torno a casa l'idillio fra noi è reso più difficile dalla stanchezza associata alla giornata, dal pensiero di chiccodigrano che mi aspetta e la mia voglia di arrivare da lui, dalla quantità di auto che incontro, dal buio ... insomma la sera la amo un po' meno ma ... la mattina lei è per me LIBERTA' ... e pensare che credevo che non avrei mai guidato un auto, figuriamoci amarla.