nel senso ... sempre che io non posso lamentarmi perchè sono fortunata ho un lavoro e un compagno collaborativo che è anche un padre estremamente presente e fattivo, ma cacchio ogni tanto mi voglio lamentare pure io, pure io che non dovrei lamentarmi perchè ...
Ma a me ... chi ci pensa a me?
Io penso al pranzo, alla cena, alle lavatrici, a preparare le cose da stirare, ai piatti da portare a scuola a questo stracacchio di secondo da portare a parte, alle merende da preparare, alla mia dieta, al trovare il tempo per correre, a far essere felici e sereni tutti, a pensare alla festa di papaverina, a ricordarmi dell'oculista, a organizzare l'estrazione del mio dente senza intaccare col mio dolore nè giornate di lavoro nè weekend al mare, a essere magra, senza peli e con mani e piedi perfetti, a fare l'angelo del focolare, preferibilmente sorridente e gioiosa anche se sei arrivata a casa con la lingua di fuori perchè in ufficio ti sei fatta un mazzo così e la spesa e il motorino carico che fai ridere e i vestiti in lavanderia e le valigie da fare e il cambio di stagione e ... sorridi, automa, col cervello totalmente a folle, col sorriso ebete da monkey mind ossessionata da vestiti e borse ... ma poi perchè ho una vittima di shopping compulsivo che si appropria del mio cervello?.
Entri e loro chiedono, non li vedi da ore e giustamente chiedono e tu ... tu chiedi anche tu e hai ragione e poi tutti a dirci che sbagliamo: dedichiamo troppa attenzione ai bambini e poca ai nostri uomini, che dovremmo ascoltarli di più, sentirli di più, coccolarli di più, farli sentire più amati ...ma poi ... i bimbi vanno a correre felici senza me, a mangiare gelati senza me, vanno alle feste senza me, anche in piscina andavano senza me ... e poi non penso mai abbastanza a te e ...
e corri e ti affanni e la coperta é sempre troppo corta e ...
Ma a me,
chi è che ci pensa a me?
Ve lo siete mai chiesto?
Come una donna con due figli sopravvive all'inatteso arrivo di un lavoro fisso
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mercoledì 6 maggio 2015
venerdì 7 febbraio 2014
per "colei che ha vita" e che poco fa ha anche dato vita
Quando hai il seno dolorante, poche ore di sonno sulle spalle (e frammentato, che non è poco sai? citando Nanni Moretti), un taglio fresco nella pancia, una novità sempre fra le braccia ...
non sbagli nulla, non puoi sbagliare nulla
sei una grande donna, anche solo per aver trovato la forza di porti questa domanda.
... e non me lo hai dimostrato oggi.
Ho imparato nel tempo che dietro al tuo viso da bambina
si nasconde una grande donna.
lunedì 2 dicembre 2013
E il premio "mamma dell'anno" va a ...
Si l'ho fatto.
Sto provando a vincere il premio "mamma dell'anno"!
Ho girato negozi e negozietti alla ricerca diboiate pensierini per i bimbi da metterci dentro, ho impacchettato tali boiate pensierini fino a mezzanotte per un po' di sere e ho messo su il nostro calendario dell'avvento.
Voila
Sono molto fiera.
Allora punto primo chiamiamolo calendario dell'avventura come fa la nordica cuginetta Pippi (vista solo su facebook e instagram e mai dal vivo), così non cozza troppo con l'agnosticità che domina in famiglia.
Che poi il Natale è bello, inutile fare i distaccati, il Natale è bello.
Ok ho fatto il calendario dell'avvento per vincere il premio di mamma dell'anno.
Ecco un breve vademecum, così l'anno prossimo evito gli stessi errori madornali,
ovviamente ne farò di nuovi ...
1) non appendete due barattoli di vetro a un filo che verà appeso nella stanza dei bimbi proprio sulla panca dove si leggono i libri;
2) non incalzate la vostra metà perchè vi aiuti ad appenderlo appena si sveglia la domenica mattina, anche se avete fatto l'una per prepararlo e siete contente ed eccitate voi più dei bambini, anche in quel caso lui vi risponderà con un "tu mi angosci appena sveglio per 'sta st$*@#ata?";
3) non dimenticate macchinine e trenini, prima domanda di chiccodigrano "ci sono le macchinine?" azz "no", "ci sono i trenini?" e che @#zz "no";
4) fate un po' di scena e fate venire gli elfi, elfotti o chi per essi ad appenderlo durante la notte, perchè la magia svanisce se lo appendete voi stanchi morti dopo una domenica all'insegna del "buonumore" e afferrate la sottile ironia.
Comunque è bello e confesso: non l'ho fatto per vincere il premio di mamma dell'anno, ma solo perchè a casa mia lo facevamo ... e mia mamma che di mestiere faceva la mamma ed era molto meno angosciata dal concorso a premi "mamma dell'anno" lo comprava di carta al supermercato.
Ogni giorno aprivamo una casella e scoprivamo il disegno del giorno e ogni tot caselle potevi scovare un piccolo cioccolatino al latte scadente diventato bianco col tempo ... e si doveva lottare in 3 per chi se lo mangiava.
E ogni giorno era una scoperta, ed era molto divertente.
Perchè poi come con tutto ... è il contenuto che conta e non il contenitore ...
perchè anche senza macchinine e con la cioccolata un po' andata si può creare la magia.
Sto provando a vincere il premio "mamma dell'anno"!
Ho girato negozi e negozietti alla ricerca di
Voila
Sono molto fiera.
Allora punto primo chiamiamolo calendario dell'avventura come fa la nordica cuginetta Pippi (vista solo su facebook e instagram e mai dal vivo), così non cozza troppo con l'agnosticità che domina in famiglia.
Che poi il Natale è bello, inutile fare i distaccati, il Natale è bello.
Ok ho fatto il calendario dell'avvento per vincere il premio di mamma dell'anno.
Ecco un breve vademecum, così l'anno prossimo evito gli stessi errori madornali,
ovviamente ne farò di nuovi ...
1) non appendete due barattoli di vetro a un filo che verà appeso nella stanza dei bimbi proprio sulla panca dove si leggono i libri;
2) non incalzate la vostra metà perchè vi aiuti ad appenderlo appena si sveglia la domenica mattina, anche se avete fatto l'una per prepararlo e siete contente ed eccitate voi più dei bambini, anche in quel caso lui vi risponderà con un "tu mi angosci appena sveglio per 'sta st$*@#ata?";
3) non dimenticate macchinine e trenini, prima domanda di chiccodigrano "ci sono le macchinine?" azz "no", "ci sono i trenini?" e che @#zz "no";
4) fate un po' di scena e fate venire gli elfi, elfotti o chi per essi ad appenderlo durante la notte, perchè la magia svanisce se lo appendete voi stanchi morti dopo una domenica all'insegna del "buonumore" e afferrate la sottile ironia.
Comunque è bello e confesso: non l'ho fatto per vincere il premio di mamma dell'anno, ma solo perchè a casa mia lo facevamo ... e mia mamma che di mestiere faceva la mamma ed era molto meno angosciata dal concorso a premi "mamma dell'anno" lo comprava di carta al supermercato.
Ogni giorno aprivamo una casella e scoprivamo il disegno del giorno e ogni tot caselle potevi scovare un piccolo cioccolatino al latte scadente diventato bianco col tempo ... e si doveva lottare in 3 per chi se lo mangiava.
E ogni giorno era una scoperta, ed era molto divertente.
Perchè poi come con tutto ... è il contenuto che conta e non il contenitore ...
perchè anche senza macchinine e con la cioccolata un po' andata si può creare la magia.
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giovedì 7 novembre 2013
Dipende da come va il lavoro - delle madri e della loro magia
Stamattina mentre mi arrampicavo sulla strada di casa per far partire una delle mie scoppiettanti giornate ho incontrato mammaenglish.
Mammaenglish ha 2 bimbe bionde belle come il sole e anche lei si arrampica per le strade che mi sono familiari facendo un bel po' di fatica in più, ma questa è un'altra storia, la sua e lasciamo stare.
Mammaenglish è italiana ... almeno credo, ma ha vissuto fuori per un bel po' e conserva l'abitudine di mescolare l'italiano all'inglese, soprattutto nel linguaggio scritto, ma anche questa è la sua storia e lasciamo stare ... sembro Lucarelli stamattina.
Mammaenglish legge questo blog, e lo ha confessato senza pudori mentre io un po' mi vergognavo, un po' incassavo complimenti e un po' mi interrogavo ...
mi interrogavo perché io di questo blog non parlo con nessuno, mi vergogno e vieto di parlarmene dal vivo.
Dittatrice, lo so.
Comunque mammaenglish non lo sapeva e me me ha parlato. Alla fine non mi sono vergognata troppo, lo sguardo era alto, occhi negli occhi ... e ho iniziato a pensare.
Perché ho questo blog?
Ok mi sfogo.
Ok faccio parlare la mia parte più nascosta.
Ok condivido con altre persone il mio sentire ... Ma anche no.
Non sono una che ha un pubblico vero, qualcuno mi legge in silenzio ... Un paio di cari commentano ... ma non ho costruito una rete qui in rete, mi faccio i fatti miei, ogni tanto leggo e commento pochi altri blog, ma non curo molto le PR.
Perché non scrivo, come facevo un tempo, nel mio diario?
Perché voglio essere ascoltata, giusto? Ma da chi?
Sappiate che non ho trovato la risposta.
Comunque mammaenglish mi ha chiesto ... Quando riscrivi?
E io eh "dipende da come va il lavoro" e lei mi ha detto "ecco il titolo per un nuovo post"
E ho pensato un'altra cosa stamattina ...
Quanto "dipende da come va il lavoro"?
Troppo "dipende da come va il lavoro"!
Chiccodigrano ieri aveva la febbre altissima e non mi voleva al suo fianco. Voleva il suo papà.
Papaverina, al mattino, quando vado via urla e strepita come se le avessero strappato il cuore.
Il mio riuscire oggi a tornare un po' prima per instradarla sulla magica strada del gioco con la plastilina senza ingurgitarne palline appetitose "dipende da come va il lavoro".
Con mammaenglish abbiamo parlato di come scrivo io di mia madre ...
Il giorno del suo funerale ho usato una sola parola per descriverla al prete che non la conosceva se non nei racconti di mio padre: era piena di magia.
Tutte le mamme sono piene di magia o lo era solo la mia?
Oggi ho una risposta nuova.
Credo le madri siano piene di magia.
Lo sono perché ti guariscono con un bacio, perché ti capiscono con uno sguardo, perché ti sollevano con un abbraccio ...
Lo sono perché ti guariscono con un bacio, perché ti capiscono con uno sguardo, perché ti sollevano con un abbraccio ...
Speriamo che la mia magia non "dipenda da come va il lavoro".
Ma diciamocelo ...
Che alibi immenso questo lavoro ...
Se sono o non sono una brava madre,
se sono o non sono una buona compagna,
se sono o non sono una buona amica,
se sono o non sono una brava blogger pronta a scrivere un post "commissionato" poche ore prima ;),
dipende solo da come vado io.
venerdì 25 ottobre 2013
Equilibri
Avere a che fare con gli esseri umani ... è spesso come camminare sulle uova
Le sensibilità sono delicate
A volte per aggiustare una cosa, si finisce per peggiorarla e ... ti trovi come nelle sabbie mobili, più ti muovi e peggio è
Io però detesto restare immobile in queste situazioni e ... generalmente mi muovo e ... faccio danni;
per fortuna anche da poco, perchè poi rompere un uovo non è una tragedia, ma io sono una che non vorrebbe mai calpestare una sensibilità.
A me dispiace.
Educare poi ... che ne parliamo a fare ... ti senti un'equilibrista sulla fune, è un'impresa così difficile ...
quando cammini sulla fune, cambi posizione in ogni istante e ci vuole un po' dopo ogni passo per recuperare l'equilibrio e il controllo ... e la fune è lunga.
I bambini sono dei fiori ... ricchi di mirabolanti segreti.
Ho due bambini che sono fra loro il giorno e la notte e ...
vorrei proprio che sbocciassero per quello che sono: una spiga di grano dorata calda e solare e un papavero rosso profumato e inebriante.
Vorrei avessero un po' di me in loro, adoro vedere un po' di me e della miadolcemetàtuttadunpezzo in loro ...
Ma vorrei un giorno scoprire in loro qualcosa di totalmente inatteso
Tipo che a lei piace scrivere da destra a sinistra e a lui piace spaccare la legna
Cose solo loro
Quel giorno avrò conosciuto i miei bambini per quello che sono ... e non per quello che siamo ...
e li amerò di un amore nuovo, di un amore solo loro, di un amore solo per loro ...
non un amore verso me che sono in loro o verso lui che è in loro ...
e piangerò uh se piangerò ... mi chiamavano lacrimafacile.
Ieri era il mio compleanno e l'ho passato a pensare a queste cose ... e alla bellezza di un regalo inatteso
che sia un fiore, che sia una foto o che siano due pantofole in spugna fucsia con su scritto il mio nome ...
sono fantastica con quelle ai piedi, sono ottime per ritrovare sempre l'equilibrio.
Le sensibilità sono delicate
A volte per aggiustare una cosa, si finisce per peggiorarla e ... ti trovi come nelle sabbie mobili, più ti muovi e peggio è
Io però detesto restare immobile in queste situazioni e ... generalmente mi muovo e ... faccio danni;
per fortuna anche da poco, perchè poi rompere un uovo non è una tragedia, ma io sono una che non vorrebbe mai calpestare una sensibilità.
A me dispiace.
Educare poi ... che ne parliamo a fare ... ti senti un'equilibrista sulla fune, è un'impresa così difficile ...
quando cammini sulla fune, cambi posizione in ogni istante e ci vuole un po' dopo ogni passo per recuperare l'equilibrio e il controllo ... e la fune è lunga.
I bambini sono dei fiori ... ricchi di mirabolanti segreti.
Ho due bambini che sono fra loro il giorno e la notte e ...
vorrei proprio che sbocciassero per quello che sono: una spiga di grano dorata calda e solare e un papavero rosso profumato e inebriante.
Vorrei avessero un po' di me in loro, adoro vedere un po' di me e della miadolcemetàtuttadunpezzo in loro ...
Ma vorrei un giorno scoprire in loro qualcosa di totalmente inatteso
Tipo che a lei piace scrivere da destra a sinistra e a lui piace spaccare la legna
Cose solo loro
Quel giorno avrò conosciuto i miei bambini per quello che sono ... e non per quello che siamo ...
e li amerò di un amore nuovo, di un amore solo loro, di un amore solo per loro ...
non un amore verso me che sono in loro o verso lui che è in loro ...
e piangerò uh se piangerò ... mi chiamavano lacrimafacile.
Ieri era il mio compleanno e l'ho passato a pensare a queste cose ... e alla bellezza di un regalo inatteso
che sia un fiore, che sia una foto o che siano due pantofole in spugna fucsia con su scritto il mio nome ...
sono fantastica con quelle ai piedi, sono ottime per ritrovare sempre l'equilibrio.
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venerdì 20 settembre 2013
Marmellata di balene
Ho voglia di scrivere qualcosa da ridere perchè gli ultimi post vanno sul pesante andante ...
ma non mi viene in mente nulla ... eppure io ne combino una dietro l'altra, caccio mutandine dalla borsa pensando siano foulard, arrivo sotto l'ufficio e mi accorgo di non avere le chiavi, mi si rompono i tacchi, mi trucco al buio, pago una fortuna una manicure con smalto semipermanente e mi ritrovo lo smalto rovinato dopo 20 ore ... insomma un po' di materiale ci sarebbe ...
e invece no sembra che alla fine io non abbia voglia di scrivere cose che fanno ridere oggi, ma di scrivere delle cose che mi fanno ridere ...
sorrido molto nella mia vita ma risatone di cuore da tenersi la pancia ... è un po' che non ne faccio
e ci penso da un po' e ci pensavo ieri mentre con la miadolcemetàtuttadunpezzo c'è venuta in mente una battuta di una serie tv italiana.
Uno dei protagonisti, il cicciotto goffo semprebravo, si ritrova a mangiare cacca di balena pensando sia marmellata mentre è sotto l'effetto inconsapevole di un qualche stupefacente. Il cicciotto goffo a un certo punto si accorge dell'errore madornale e si mette a correre scappando dalla tavola piena di familiari basiti urlando a squarciagola:
"HO MANGIATO LA MERDA, HO MANGIATO LA MERDA"
Ora l'umorismo della scena in questione è sicuramente triviale, poi raccontata invece che vista la scena sarà sicuramente banale ma non avete idea io quanto ho riso vedendo quella scena, ripetutamente, perchè vista e rivista per almeno 10 volte di seguito, e non avete idea di quanto rido ancora ogni volta che solo ci penso ...
infatti ci capita spesso di guardarci e dirci "HO MANGIATO LA MERDA" così tanto per ridere...
e il fatto che ridiamo tanto della stessa cosa (anche se, lo so, stiamo sempre parlando di merda) è una delle cose che più mi fa sentire che c'è un perchè se stiamo insieme ... che noi ... si litiga un sacco ... ci si martoria in elucubrazioni lunghissime ... e parliamo parliamo parliamo di come vada male la nostra coppia, delle nostre mancanze e ne parliamo, ne riparliamo, ne ririparliamo ... e cerchiamo soluzioni e proviamo a placarci e poi a me piacciono molto le scene teatrali e lui ha trovato una nuova strategia di sopravvivenza ... ignorarmi ... e più lui mi ignora ... e più io divento teatrale ... e più io divento teatrale e più lui mi ignora ... e poi ci impermalosiamo a vicenda ... e poi ci ignoriamo a vicenda ... e poi ...
poi però penso a "HO MANGIATO LA MERDA"
e rido ancora
e ride ancora pure lui
e sorrido.
ma non mi viene in mente nulla ... eppure io ne combino una dietro l'altra, caccio mutandine dalla borsa pensando siano foulard, arrivo sotto l'ufficio e mi accorgo di non avere le chiavi, mi si rompono i tacchi, mi trucco al buio, pago una fortuna una manicure con smalto semipermanente e mi ritrovo lo smalto rovinato dopo 20 ore ... insomma un po' di materiale ci sarebbe ...
e invece no sembra che alla fine io non abbia voglia di scrivere cose che fanno ridere oggi, ma di scrivere delle cose che mi fanno ridere ...
sorrido molto nella mia vita ma risatone di cuore da tenersi la pancia ... è un po' che non ne faccio
e ci penso da un po' e ci pensavo ieri mentre con la miadolcemetàtuttadunpezzo c'è venuta in mente una battuta di una serie tv italiana.
Uno dei protagonisti, il cicciotto goffo semprebravo, si ritrova a mangiare cacca di balena pensando sia marmellata mentre è sotto l'effetto inconsapevole di un qualche stupefacente. Il cicciotto goffo a un certo punto si accorge dell'errore madornale e si mette a correre scappando dalla tavola piena di familiari basiti urlando a squarciagola:
"HO MANGIATO LA MERDA, HO MANGIATO LA MERDA"
Ora l'umorismo della scena in questione è sicuramente triviale, poi raccontata invece che vista la scena sarà sicuramente banale ma non avete idea io quanto ho riso vedendo quella scena, ripetutamente, perchè vista e rivista per almeno 10 volte di seguito, e non avete idea di quanto rido ancora ogni volta che solo ci penso ...
infatti ci capita spesso di guardarci e dirci "HO MANGIATO LA MERDA" così tanto per ridere...
e il fatto che ridiamo tanto della stessa cosa (anche se, lo so, stiamo sempre parlando di merda) è una delle cose che più mi fa sentire che c'è un perchè se stiamo insieme ... che noi ... si litiga un sacco ... ci si martoria in elucubrazioni lunghissime ... e parliamo parliamo parliamo di come vada male la nostra coppia, delle nostre mancanze e ne parliamo, ne riparliamo, ne ririparliamo ... e cerchiamo soluzioni e proviamo a placarci e poi a me piacciono molto le scene teatrali e lui ha trovato una nuova strategia di sopravvivenza ... ignorarmi ... e più lui mi ignora ... e più io divento teatrale ... e più io divento teatrale e più lui mi ignora ... e poi ci impermalosiamo a vicenda ... e poi ci ignoriamo a vicenda ... e poi ...
poi però penso a "HO MANGIATO LA MERDA"
e rido ancora
e ride ancora pure lui
e sorrido.
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