Come una donna con due figli sopravvive all'inatteso arrivo di un lavoro fisso
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martedì 23 gennaio 2018
venerdì 13 maggio 2016
Ad un trivio
Mi sono regalata 24 ore per me, per una festa di 40 anni per passare del tempo con la mia vita precedente e con le due donne con cui un tempo condividevo la giornata.
Ora la riccia vive dove per un po' ho vissuto fuori anche io e non la vedevo da quasi 2 anni, ma quando venne lei qui io non c'ero ... ero su venere.
Cecioinbocca invece vive in Italia, la sento spesso e la vedo anche relativamente spesso ... dorme sul letto a castello dei miei bimbi quando passa da noi.
Eravamo più o meno su una strada simile quando loro hanno lasciato Napoli.
Alla riccia mi univa un carattere un po' scontroso ma dall'abbraccio facile (il suo, io ero accomodante, ma un po' celata), l'amore per un sagittario, le sigarette, le magliette da rockettara.
A cecioinbocca mi univa lo sguardo basso, una strada purtroppo comune di una malattia e una mancanza troppo grande quando dovresti pensare solo a diventare donna, l'amore-odio per i modelli, la pignasecca.
E la birra ... a entrambe, fresca, a stomaco vuoto d'estate, per chiudere fuori tutti e guardarci noi tre negli occhi e vederci crescere negli occhi le une delle altre.
Eravamo su una strada, poi loro sono partite, poi sono partita anche io.
Io sono tornata, loro no.
Ora siamo su tre strade.
Sabato si è riunito il mio trivio.
Ho visto che vita avrei potuto vivere.
A vivere lontana da una rete di supporto, in un paese che mi ha rubato il cuore.
A vivere da sola in una casa grande quasi quanto la mia in una città che ho sempre amato.
Ho sentito che la mia vita è mia, che è proprio così che doveva andare e che è la mia strada della felicità, in cui non cambierei nulla, nè per la pausa pranzo con bagno in un mare blu circondata da una lingua di suoni dolci, nè per una vita in cui tutto si può fare in bicicletta e un cinema non diventa un lusso, ma è un'abitudine.
Amo la mia vita, amo quello che sono.
e loro così uguali e così diverse da quelle che eravamo restano Loro.
... e dentro me da quel posto in cui erano, non si sono mosse neanche di un centimetro.
Auguri gè.
Auguri amiche mie, quest'anno ne fate 40.
Io ho ancora un anno di respiro.
Ci vediamo l'anno prossimo.
ps ge' ... a romperti il polso pogando la sera della tua festa di quaranta anni ... sei un mito ... solo tu!
Ora la riccia vive dove per un po' ho vissuto fuori anche io e non la vedevo da quasi 2 anni, ma quando venne lei qui io non c'ero ... ero su venere.
Cecioinbocca invece vive in Italia, la sento spesso e la vedo anche relativamente spesso ... dorme sul letto a castello dei miei bimbi quando passa da noi.
Eravamo più o meno su una strada simile quando loro hanno lasciato Napoli.
Alla riccia mi univa un carattere un po' scontroso ma dall'abbraccio facile (il suo, io ero accomodante, ma un po' celata), l'amore per un sagittario, le sigarette, le magliette da rockettara.
A cecioinbocca mi univa lo sguardo basso, una strada purtroppo comune di una malattia e una mancanza troppo grande quando dovresti pensare solo a diventare donna, l'amore-odio per i modelli, la pignasecca.
E la birra ... a entrambe, fresca, a stomaco vuoto d'estate, per chiudere fuori tutti e guardarci noi tre negli occhi e vederci crescere negli occhi le une delle altre.
Eravamo su una strada, poi loro sono partite, poi sono partita anche io.
Io sono tornata, loro no.
Ora siamo su tre strade.
Sabato si è riunito il mio trivio.
Ho visto che vita avrei potuto vivere.
A vivere lontana da una rete di supporto, in un paese che mi ha rubato il cuore.
A vivere da sola in una casa grande quasi quanto la mia in una città che ho sempre amato.
Ho sentito che la mia vita è mia, che è proprio così che doveva andare e che è la mia strada della felicità, in cui non cambierei nulla, nè per la pausa pranzo con bagno in un mare blu circondata da una lingua di suoni dolci, nè per una vita in cui tutto si può fare in bicicletta e un cinema non diventa un lusso, ma è un'abitudine.
Amo la mia vita, amo quello che sono.
e loro così uguali e così diverse da quelle che eravamo restano Loro.
... e dentro me da quel posto in cui erano, non si sono mosse neanche di un centimetro.
Auguri gè.
Auguri amiche mie, quest'anno ne fate 40.
Io ho ancora un anno di respiro.
Ci vediamo l'anno prossimo.
ps ge' ... a romperti il polso pogando la sera della tua festa di quaranta anni ... sei un mito ... solo tu!
giovedì 3 marzo 2016
C'era una casa ...
C'era una casa con la porta sempre aperta, a tutte le ore del giorno e della notte.
Con una stanza armadio da cui tutte potevamo attingere sempre.
Con un cagnolino che abbaiava come un dannato e aveva un solo testicolo e tutti lo prendevamo in giro.
C'era una casa con un papà con la erre moscia e una simpatia innata e una sorella altissima che dormiva fino alle 13 anche a 30 anni e mi ricordo che mi sembrava strano.
C'era una mamma .... anche lei con quella cazzo di sigaretta sempre accesa, sempre.
Quella casa è stata la mia casa per anni, la nostra casa per anni.
Eravamo sempre tutti accampati là.
C'era cibo per tutti, c'erano sigarette per tutti, letti per tutti, vino, birra e cioccolata per tutti.
Mai quella porta è stata chiusa per me.
Chissà come sarà quella casa ora.
Signora, lei resterà in tutti questi ricordi, nei suoi sorrisi sornioni di fronte alle nostre cose di ragazzine, nel suo esserci stata quando io e lui eravamo agli albori e soprattutto nella sua porta sempre aperta ... e adesso che sono donna e mamma capisco quanto amore ci fosse dietro quella porta sempre aperta. Molto amore.
Con una stanza armadio da cui tutte potevamo attingere sempre.
Con un cagnolino che abbaiava come un dannato e aveva un solo testicolo e tutti lo prendevamo in giro.
C'era una casa con un papà con la erre moscia e una simpatia innata e una sorella altissima che dormiva fino alle 13 anche a 30 anni e mi ricordo che mi sembrava strano.
C'era una mamma .... anche lei con quella cazzo di sigaretta sempre accesa, sempre.
Quella casa è stata la mia casa per anni, la nostra casa per anni.
Eravamo sempre tutti accampati là.
C'era cibo per tutti, c'erano sigarette per tutti, letti per tutti, vino, birra e cioccolata per tutti.
Mai quella porta è stata chiusa per me.
Chissà come sarà quella casa ora.
Signora, lei resterà in tutti questi ricordi, nei suoi sorrisi sornioni di fronte alle nostre cose di ragazzine, nel suo esserci stata quando io e lui eravamo agli albori e soprattutto nella sua porta sempre aperta ... e adesso che sono donna e mamma capisco quanto amore ci fosse dietro quella porta sempre aperta. Molto amore.
mercoledì 17 settembre 2014
Acqua
Nuotavo.
Non ero brava, avevo il fiatone dopo due vasche, arrancavo, cercavo scuse per fermarmi a bordo vasca prima di ripartire, maledicevo il freddo, la preparazione, i capelli lunghi e il dovere stare attenta a non mettere i piedi nudi a terra ... ma quanto era bello.
Squash, silenzio, rumore, silenzio, rumore, silenzio, rumore alternarsi quieti.
Magari eravamo tanti in corsia e non tutti avevano il mio ritmo, ma chi se ne frega, metti la testa sotto e silenzio, pensieri e silenzio, e te ne freghi anche che ti superino.
Facevo nuoto qui, nella piscina comunale del mio quartiere.
A inizio stagione lo odiavo.
Poi appena avevo fatto il fiato arrivava il freddo e quindi lo odiavo di nuovo.
Poi passava il freddo e arrivava la folla e lo odiavo ancora.
Poi arrivava l'estate e anche se era sera entrava la luce del sole dalle finestre e quindi la piscina chiudeva per l'estate e l'odiavo di nuovo, perchè andavano via il silenzio, il suo alternarsi col rumore, andava via il fiatone, andavano via i pensieri.
Un paio di anni ci andammo noi 2, ma a turni separati perchè sennò mancava l'aria, ma era bello salutarsi a bordo vasca, a volte lui mi faceva la sorpresa e mi aspettava e salivamo sul motorino insieme.
Un anno ci andammo noi 4, all'ultimo turno. A un certo punto una corsia si liberava del tutto e potevamo migrare là e nuotare come se fossimo state in spiaggia d'estate, ma era febbraio e fuori faceva un freddo cane.
Una sapeva davvero nuotare, una aveva riccissimi capelli di cavallo che non si sarebbero asciugati mai e una era l'unica che si ricordava la crema e la usavamo tutte.
Uscivamo da lì strette strette con la scusa del freddo contando le calorie bruciate e decidendo di conseguenza il panino da mangiare.
Alla fine vinceva sempre il binario1, lo mangiavamo, bevevamo una birra e ci infilavamo di corsa sotto terra a prendere l'ultima metro, le vedevo sparire sotto ad una scala mobile: io mi muovevo in direzione di casa dei miei, due verso casa loro e la riccia andava da lui.
Lui l'ha portata via dal binario 1 e l'ha fatta arrivare in Francia, dove poi l'ho raggiunta e ho continuato a nuotare con lei per un anno.
Lì in Francia non si vergognano di niente, nuotavano con le pinne, con la maschera e il tubo, con i boxer e non sempre si asciugavano i capelli loro.
Poi ci mettevamo in macchina, a volte guidavo io per imparare e lasciavamo le silenziose strade di Nizza, che sembrava notte fonda anche se erano le 21 e facevamo la moyenne corniche e lei mi lasciava in piazzetta, mi baciava e tornava da lui, io scendevo le mie scale e arrivavo a casa mia, silenziosa come mai sarà più una casa mia.
Un po' di tempo fa lei mi ha raccontato che il sabato mattina ci portava le sue due bimbe a nuotare nella nostra piscina.
Io ieri ci ho portato mio figlio a nuotare nella nostra piscina.
Lui rideva come lo vedo ridere sicuro solo in acqua.
Sì è vero, verrà l'inverno, a volte si annoierà e dovrò tirarlo per i capelli fin dentro alla piscina, poi non vorrà asciugare i capelli bene e sarà una lotta, ma ieri era così bello lui dentro l'acqua, che a momenti avrei aperto la finestra da dietro alla quale lo guardavo, avrei scavalcato il muretto, avrei spinto via l'istruttore che lo aveva condotto per mano sotto alla doccia e mi sarei buttata vestita anche io nell'acqua.
Poi in realtà non sarei andata da lui così bello, lo avrei ignorato e avrei raggiunto quella corsia stranamente vuota e lì avrei trovato l'acqua e solo silenzio, rumore, silenzio, rumore, silenzio e rumore.
Non ero brava, avevo il fiatone dopo due vasche, arrancavo, cercavo scuse per fermarmi a bordo vasca prima di ripartire, maledicevo il freddo, la preparazione, i capelli lunghi e il dovere stare attenta a non mettere i piedi nudi a terra ... ma quanto era bello.
Squash, silenzio, rumore, silenzio, rumore, silenzio, rumore alternarsi quieti.
Magari eravamo tanti in corsia e non tutti avevano il mio ritmo, ma chi se ne frega, metti la testa sotto e silenzio, pensieri e silenzio, e te ne freghi anche che ti superino.
Facevo nuoto qui, nella piscina comunale del mio quartiere.
A inizio stagione lo odiavo.
Poi appena avevo fatto il fiato arrivava il freddo e quindi lo odiavo di nuovo.
Poi passava il freddo e arrivava la folla e lo odiavo ancora.
Poi arrivava l'estate e anche se era sera entrava la luce del sole dalle finestre e quindi la piscina chiudeva per l'estate e l'odiavo di nuovo, perchè andavano via il silenzio, il suo alternarsi col rumore, andava via il fiatone, andavano via i pensieri.
Un paio di anni ci andammo noi 2, ma a turni separati perchè sennò mancava l'aria, ma era bello salutarsi a bordo vasca, a volte lui mi faceva la sorpresa e mi aspettava e salivamo sul motorino insieme.
Un anno ci andammo noi 4, all'ultimo turno. A un certo punto una corsia si liberava del tutto e potevamo migrare là e nuotare come se fossimo state in spiaggia d'estate, ma era febbraio e fuori faceva un freddo cane.
Una sapeva davvero nuotare, una aveva riccissimi capelli di cavallo che non si sarebbero asciugati mai e una era l'unica che si ricordava la crema e la usavamo tutte.
Uscivamo da lì strette strette con la scusa del freddo contando le calorie bruciate e decidendo di conseguenza il panino da mangiare.
Alla fine vinceva sempre il binario1, lo mangiavamo, bevevamo una birra e ci infilavamo di corsa sotto terra a prendere l'ultima metro, le vedevo sparire sotto ad una scala mobile: io mi muovevo in direzione di casa dei miei, due verso casa loro e la riccia andava da lui.
Lui l'ha portata via dal binario 1 e l'ha fatta arrivare in Francia, dove poi l'ho raggiunta e ho continuato a nuotare con lei per un anno.
Lì in Francia non si vergognano di niente, nuotavano con le pinne, con la maschera e il tubo, con i boxer e non sempre si asciugavano i capelli loro.
Poi ci mettevamo in macchina, a volte guidavo io per imparare e lasciavamo le silenziose strade di Nizza, che sembrava notte fonda anche se erano le 21 e facevamo la moyenne corniche e lei mi lasciava in piazzetta, mi baciava e tornava da lui, io scendevo le mie scale e arrivavo a casa mia, silenziosa come mai sarà più una casa mia.
Un po' di tempo fa lei mi ha raccontato che il sabato mattina ci portava le sue due bimbe a nuotare nella nostra piscina.
Io ieri ci ho portato mio figlio a nuotare nella nostra piscina.
Lui rideva come lo vedo ridere sicuro solo in acqua.
Sì è vero, verrà l'inverno, a volte si annoierà e dovrò tirarlo per i capelli fin dentro alla piscina, poi non vorrà asciugare i capelli bene e sarà una lotta, ma ieri era così bello lui dentro l'acqua, che a momenti avrei aperto la finestra da dietro alla quale lo guardavo, avrei scavalcato il muretto, avrei spinto via l'istruttore che lo aveva condotto per mano sotto alla doccia e mi sarei buttata vestita anche io nell'acqua.
Poi in realtà non sarei andata da lui così bello, lo avrei ignorato e avrei raggiunto quella corsia stranamente vuota e lì avrei trovato l'acqua e solo silenzio, rumore, silenzio, rumore, silenzio e rumore.
venerdì 7 marzo 2014
Diamoci un consiglio
Le 10 cose che non avrei mai pensato che sarei riuscita a fare nella mia vita e che invece ho fatto:
E' stata un' illuminazione importante, che probabilmente mi ha aperto anche altre strade.
Vedere il mostro per quello che era, una volta accesa la luce, ha ridimensionato tutti i successivi mostri.
A crederci, all'epoca, mi ha aiutato la mia taxi-driver, che per prima mi ha detto, ripetuto e straripetuto "ce la fai", e ci credo che continuava a dirmelo, a furia di venirmi a prendere e accompagnarmi ha percorso non so quanti chilometri ;)
Mai ringraziata a dovere, lo faccio qua ... tanto non legge.
Quando mi sono imbattuta in questa campagna, ho pensato che l'unico consiglio che avrei voluto dare a me qualche anno fa e che vorrei oggi fare alle persone che mi sono più vicine, donne o uomini che siano, è questo:
Non è vero che sei inconcludente, non è vero che non puoi, non è vero che non potresti fare altro, ma soprattutto
Non è vero che è troppo tardi;
Ok diciamola tutta, non è quasi mai troppo tardi, ma se passi troppo tempo a ripeterti che non puoi, un giorno ti sveglierai e sarà vero, non potrai, ma oggi ...
Oggi non è vero che è troppo tardi, credimi.
- Smettere di fumare ... ben due volte
- Guidare un auto ... a Napoli
- Guidare un motorino ... ovunque, non avrei mai pensato di poterlo fare ovunque
- Cucinare cannelloni per 10 persone
- Godermi una festa mia, quando compii 5 anni non venne nessun invitato alla mia festa e poi sono una che va in ansia ... per mia fortuna ho incontrato un perfetto padrone di casa
- Svegliarmi ogni due/tre ore a notte e continuare a vivere
- Svegliarmi il fine settimana presto al mattino come gli altri giorni, se non lo avete capito, per me il sonno è molto importante
- Passare un giorno intero senza piangere dopo il 7 Dicembre del 2006
- Viaggiare per lavoro lasciando a casa i miei bimbi sotto l'anno di età
- Trovare il lavoro della mia vita
E' stata un' illuminazione importante, che probabilmente mi ha aperto anche altre strade.
Vedere il mostro per quello che era, una volta accesa la luce, ha ridimensionato tutti i successivi mostri.
A crederci, all'epoca, mi ha aiutato la mia taxi-driver, che per prima mi ha detto, ripetuto e straripetuto "ce la fai", e ci credo che continuava a dirmelo, a furia di venirmi a prendere e accompagnarmi ha percorso non so quanti chilometri ;)
Mai ringraziata a dovere, lo faccio qua ... tanto non legge.
Quando mi sono imbattuta in questa campagna, ho pensato che l'unico consiglio che avrei voluto dare a me qualche anno fa e che vorrei oggi fare alle persone che mi sono più vicine, donne o uomini che siano, è questo:
Non è vero che sei inconcludente, non è vero che non puoi, non è vero che non potresti fare altro, ma soprattutto
Non è vero che è troppo tardi;
Ok diciamola tutta, non è quasi mai troppo tardi, ma se passi troppo tempo a ripeterti che non puoi, un giorno ti sveglierai e sarà vero, non potrai, ma oggi ...
Oggi non è vero che è troppo tardi, credimi.
venerdì 7 febbraio 2014
per "colei che ha vita" e che poco fa ha anche dato vita
Quando hai il seno dolorante, poche ore di sonno sulle spalle (e frammentato, che non è poco sai? citando Nanni Moretti), un taglio fresco nella pancia, una novità sempre fra le braccia ...
non sbagli nulla, non puoi sbagliare nulla
sei una grande donna, anche solo per aver trovato la forza di porti questa domanda.
... e non me lo hai dimostrato oggi.
Ho imparato nel tempo che dietro al tuo viso da bambina
si nasconde una grande donna.
venerdì 2 agosto 2013
Quattro
E' da un po' che ci penso ... Da quando noi eravamo le cipe. Eravamo quattro e ci sostenevamo come se fossimo alberi in difficoltà a vicenda. Lalucana ha fatto per due volte in 3 mesi 1000 km a andare e 1000 a tornare in treno per piangere con noi ... Labase ha mantenuto con forza tutto in vita ed è ancora lei che chiamo quando ho voglia di parlare, in macchina, libera ... il numero 5 della mia rubrica. Lafashion portava parole e parole e parole quando labase era muta.
Eravamo quattro.
Eravamo quattro.
Ai tavolini le donne le vedo sempre in quattro, nei film sono quattro, in sex and the city sono quattro.
Mi interrogo sulla fenomenologia di questo numero per le donne da tempo.
Gli uomini in quattro a un tavolino ... Voi li vedete?
Io no ... sarà che è altro che noto, perchè quello che mi ha sostenuto e amato e accompagnato all'ingresso della vita adulta era un intreccio di rami proveniente da quattro alberi ... e sarà per questo che mi sono dentro come se fossero un vaso sanguigno o un'arteria, anche se sono lontane, per un motivo o per un altro.
Gli uomini in quattro a un tavolino ... Voi li vedete?
Io no ... sarà che è altro che noto, perchè quello che mi ha sostenuto e amato e accompagnato all'ingresso della vita adulta era un intreccio di rami proveniente da quattro alberi ... e sarà per questo che mi sono dentro come se fossero un vaso sanguigno o un'arteria, anche se sono lontane, per un motivo o per un altro.
Poi ieri eravamo in quattro ... e da ieri mi scervello sul senso di questo numero quattro ... penso a quali possano essere le anime delle donne che in quattro si riesce bene a rappresentare ... tipo ... colore, sole, ritrosia e coraggio ... poi penso che forse è solo perchè intorno a un tavolino in quattro si sta perfette, non c'è spazio sprecato, non c'è spazio per nessuno per incunearsi e ci si guarda tutte negli occhi.
Ieri mi sono accorta soprattutto, che in quattro si può parlare fitte fitte saltando da un argomento all'altro senza interruzione silenziosa alcuna, incrociando gli argomenti e parlando a due a due di una cosa diversa per ore senza stancarsi ... ci sono troppe cose da dire per dirle in due o in tre.
In quattro si sta meglio, hai sempre occhi da guardare ... e un bicchiere di birra ghiacciata appena servita da cui bere.
Ieri mi sono accorta soprattutto, che in quattro si può parlare fitte fitte saltando da un argomento all'altro senza interruzione silenziosa alcuna, incrociando gli argomenti e parlando a due a due di una cosa diversa per ore senza stancarsi ... ci sono troppe cose da dire per dirle in due o in tre.
In quattro si sta meglio, hai sempre occhi da guardare ... e un bicchiere di birra ghiacciata appena servita da cui bere.
venerdì 5 luglio 2013
Venerdì
MUSICA A PALLA DALL'AUTORADIO
"Senti sono i planet funk, questa ti piace un sacco".
Io batto le mani sul volante a tempo e canto a squarciagola,
lei punta il dito in alto e ondeggia la testa a festa, come sa fare solo lei.
Ci guardiamo e ridiamo, felici del nostro attimo di libertà.
E' da un sacco che non usciamo sole noi due ...
Alzo sempre più il volume ... e noi ci muoviamo sempre più ...
Dalle altre auto ci guardano, e noi ce ne freghiamo, e non è per via dell'alcool,
infatti non abbiamo in corpo due o tre birre:
io ho bevuto 2 caffè e una tisana drenante e lei mezzo biberon di latte e pure di malavoglia.
Abbiamo sì 18 anni in media, solo che io ne ho 35 e lei ne ha 1.
Porto papavera dalla nonna ... e balliamo come due truzze.
E penso lucida come poche altre volte:
Bello avere una figlia femmina.
"Senti sono i planet funk, questa ti piace un sacco".
Io batto le mani sul volante a tempo e canto a squarciagola,
lei punta il dito in alto e ondeggia la testa a festa, come sa fare solo lei.
Ci guardiamo e ridiamo, felici del nostro attimo di libertà.
E' da un sacco che non usciamo sole noi due ...
Alzo sempre più il volume ... e noi ci muoviamo sempre più ...
Dalle altre auto ci guardano, e noi ce ne freghiamo, e non è per via dell'alcool,
infatti non abbiamo in corpo due o tre birre:
io ho bevuto 2 caffè e una tisana drenante e lei mezzo biberon di latte e pure di malavoglia.
Abbiamo sì 18 anni in media, solo che io ne ho 35 e lei ne ha 1.
Porto papavera dalla nonna ... e balliamo come due truzze.
E penso lucida come poche altre volte:
Bello avere una figlia femmina.
mercoledì 26 giugno 2013
Illuminazione
Presente la scena di Ghost in cui Patrick Swayze appena morto fuoriesce dal suo corpo e vede tutto quello che gli accade li' a terra accoltellato?
Bene, ieri mi è successa una cosa simile ... diciamolo subito: no non sono morta!
Festa di bimbi, festa di un bimbo conosciuto praticamente solo quando era nel pancione. Io e sua mamma legammo molto al corso preparto, poi vite complicate, antipatie antiche con lamiadolcemetatuttadunpezzo, orari diversi e io e l'amica di pancia ci siamo perse ... e chiccodigrano e l'amicodipancia si sono visti ieri di nuovo dopo due anni e passa ... e si sono ignorati come era giusto che fosse e chiccodigrano è stato attaccato tutto il tempo ai miei pantaloni ... perchè non conosceva quasi nessun bimbo ... si è staccato solo quando è arrivato topolino ... un orribile pupazzo di topolino a grandezza naturale.
Io con un occhio seguivo la gioia immensa di chiccodigrano perchè poteva carezzare topolino, con l'altro le macchie sulla fronte di papaverina che sta reagendo al vaccino al morbillo (ma chi me l'ha fatto fare), con una parte di cuore compativo la povera animatrice che schiattava di caldo dentro il vestito da topolino, con l'altra parte di cuore speravo lei restasse lì dentro per ore perchè mai avrei voluto che chiccodigrano perdesse il suo topolino "Guadda mamma guadda!!!" ripeteva felicissimo.
L'esperienza del topolino a grandezza naturale unita alle macchie spuntate sulla fronte della papavera (oddio cosa avrà, starò contagiando 20 bambini in un colpo solo) già mi aveva allucinato alquanto quando entro in un'altra classe di questo asilo in cui festeggiavamo amicodipancia e trovo 3 o 4 mamme sedute in un banchetto, circondate da qualche bimbo totalmente ignorato, sedute a parlare fitte fitte senza neanche rendersi conto del mondo intorno a loro ... di chi sentisse ecc.
"devi farlo adesso il secondo sennò ti trovi con due figli unici"-"beh dai quanti anni hai 35? sei giovane, fallo ora" - "ma chissà come la prenderà il primogenito ..."- "eh il mio è impazzito ma poi ..."
Vedere quelle amiche mamme sconosciute parlare parlare parlare mi ha turbato come succede a Patrick Swayze di fronte al suo io morto steso fra le braccia di Demi Moore.
Ecco l'illuminazione improvvisa: Io e le mie amiche mamme facciamo lo stesso
e come Patrick Swayze capisce in quell'istante di essere morto ...
Io ieri ho capito di essere diventata una palla!
Bene, ieri mi è successa una cosa simile ... diciamolo subito: no non sono morta!
Festa di bimbi, festa di un bimbo conosciuto praticamente solo quando era nel pancione. Io e sua mamma legammo molto al corso preparto, poi vite complicate, antipatie antiche con lamiadolcemetatuttadunpezzo, orari diversi e io e l'amica di pancia ci siamo perse ... e chiccodigrano e l'amicodipancia si sono visti ieri di nuovo dopo due anni e passa ... e si sono ignorati come era giusto che fosse e chiccodigrano è stato attaccato tutto il tempo ai miei pantaloni ... perchè non conosceva quasi nessun bimbo ... si è staccato solo quando è arrivato topolino ... un orribile pupazzo di topolino a grandezza naturale.
Io con un occhio seguivo la gioia immensa di chiccodigrano perchè poteva carezzare topolino, con l'altro le macchie sulla fronte di papaverina che sta reagendo al vaccino al morbillo (ma chi me l'ha fatto fare), con una parte di cuore compativo la povera animatrice che schiattava di caldo dentro il vestito da topolino, con l'altra parte di cuore speravo lei restasse lì dentro per ore perchè mai avrei voluto che chiccodigrano perdesse il suo topolino "Guadda mamma guadda!!!" ripeteva felicissimo.
L'esperienza del topolino a grandezza naturale unita alle macchie spuntate sulla fronte della papavera (oddio cosa avrà, starò contagiando 20 bambini in un colpo solo) già mi aveva allucinato alquanto quando entro in un'altra classe di questo asilo in cui festeggiavamo amicodipancia e trovo 3 o 4 mamme sedute in un banchetto, circondate da qualche bimbo totalmente ignorato, sedute a parlare fitte fitte senza neanche rendersi conto del mondo intorno a loro ... di chi sentisse ecc.
"devi farlo adesso il secondo sennò ti trovi con due figli unici"-"beh dai quanti anni hai 35? sei giovane, fallo ora" - "ma chissà come la prenderà il primogenito ..."- "eh il mio è impazzito ma poi ..."
Figli - figli - solo figli-
Sono entrata altre volte in quella stanza - era la stanza delle pizzette - e loro erano sempre lì, solo loro, solo loro a parlare dei loro figli ... basse, piccoline, sedute in quei banchetti ... mi hanno fatto una strana impressione.Vedere quelle amiche mamme sconosciute parlare parlare parlare mi ha turbato come succede a Patrick Swayze di fronte al suo io morto steso fra le braccia di Demi Moore.
Ecco l'illuminazione improvvisa: Io e le mie amiche mamme facciamo lo stesso
Figli-figli-figli- figli a ripetizione
Noi magari siamo vestite meglio, siamo un po' più colorate, un po' più alternative ... c'è la mammabrillante che risponde a tono a tutti tranne ai suoi uomini, c'è la mammaluna creativa che indossa colorate collane fatte da lei e foulard nei capelli e c'e pure l'amicacattiva che veste solo di nero, ma ha la pelle tatuata di mille colori ... ma comunque, anche se visivamente più interessanti ci chiudiamo in fiumi di parole che coinvolgono sempre e solo loro ...e come Patrick Swayze capisce in quell'istante di essere morto ...
Io ieri ho capito di essere diventata una palla!
venerdì 5 ottobre 2012
Brindiamo alla signora borghese che è in me e a ...
Stamattina ho fatto una cosa da vera signora borghese ...
sono scesa di casa alle 8e30 e prima di venire a lavoro sono andata dal parrucchiere a farmi fare lo shampoo ... come fanno le signore borghesi il venerdì.
Almeno oggi non devo portare una dolorosissima coda di cavallo tiratissima e domani mattina posso tirare su i capelli, mettere il mio vestito bianco e nero (che mi entra a 5 mesi dal parto evvai evvai) e andare a vedere la mia amica tettonella che finalmente si sposa con il suo Ceres (che bel cognome prenderà). Non ci posso credere che esiste un paesino in cui c'è una stirpe dei Ceres .. e la mia amica tettonella ne entrerà a far parte ...
Oggi brindiamo a lei e alla sua birretta ... anche se io sono diventata una signora borghese.
martedì 2 ottobre 2012
Della Pornografia e del tiralatte ...
Ho iniziato a lavorare. Papaverina ha 4 mesi e io esco di casa alle 9 e torno alle 16.
Papaverina ha per fortuna apprezzato la frutta che sostituisce una poppata, così come ha apprezzato molto il latte artificiale, che ci soccorre in extremis.
Io però mentre sono a lavoro tiro il mio latte, lo conservo in una borsa frigo e lo riporto a casa così il giorno dopo Papaverina può fare una poppata di latte mio anche in mia assenza.
Tiro il latte, tiro il mio latte nel bagno dell'ufficio, senza chiave.
Vado in bagno con l'ansia che qualcuno possa aver bisogno del bagno ed entri all'improvviso, ma da quando avviso gli astanti che inizio una "seduta di tiraggio latte" mi vergogno di più ma ho meno ansia.
Entro nel bagno, e inizio a tirare. Chiunque ha tirato il latte sa che non è una cosa piacevolissima, o almeno per me non lo è ... non è doloroso anche perché io non mi accanisco: se esce esce e quando finisce finisce.
Infatti non ne tiro tantissimo, ma insomma ... meglio di nulla.
Mi aiuto con delle foto di Papaverina, i video vanno ancora meglio ... porto con me il mio aifon e sfoglio le foto della mia sorridente bambina sdentata e aiuto la fuoriuscita del latte. Quando lamiadolcemetatuttadunpezzo è con lei a casa, sollecito l'invio sull'aifon di una foto in real time per pensare a lei proprio in quel momento e il latte esce copioso ... finché l'effetto di quella foto non svanisce e devo cercarne di altre. Spulcio quelle vecchie sull'aifon, quelle di quando appena nata storceva la bocca famelica in cerca di cibo, ma quando anche l'effetto di quelle foto svanisce mi distraggo, mi imbatto in foto di chiccodigrano e mi intenerisco, ma non aiuto la fuoriuscita del latte.
Al contrario quando papaverina era appena nata appena vedevo chiccodigrano al mattino e il mio amore materno esplodeva ... ecco là che il latte sfuggiva abbondante dalle coppette ... forse da anche un po' fastidio questa descrizione a chi non ha il corpo modificato da mamma-mucca come me ma a me queste cose hanno sempre affascinato.
Il corpo umano è una macchina perfetta: appena è nata Papaverina, il mattino dopo per la precisione, portarono i bimbi delle mie compagne di stanze da noi ... io dormivo ma quando ho sentito i loro vagiti sono stata colpita da fortissimi crampi allo stomaco, era l'ossitocina, la sostanza che provoca la fuoriuscita del latte e i crampi allo stomaco per far ritornare l'utero alle sue normali dimensioni ...
tutto questo mi ha fatto impressione: il pianto di un bimbo poteva influenzare così il mio corpo.
Nella maternità ho scoperto che quanto il corpo umano sia una macchina meravigliosa e quanto c'è di animale ancora in noi ... lo ignoravo ed è stata una bella scoperta ...
ps grazie a non envie,a fashion victime store baby e alla miamicacattivacheleggemanoncommenta per il body in foto, e per tutto il fiato speso nel cubobianco in questi due anni.
Mon envie e il cubobianco mi mancheranno ... lei ... spero di no.
giovedì 28 giugno 2012
Nel marasma più completo
Non sono una che proprio scrive ogni giorno su questo blog ... e poi l'arrivo del primo secondo figlio: l'iphone, che ha reso più saltuario il mio avvicinarmi al computer, l'arrivo della vera seconda figlia, che ha reso il mio avvicinarmi a me stessa ancora più saltuario ed eccomi qua: totalmente assente da questo blog.
Stasera sono di nuovo qui, sono sola, lamiadolcemetatuttadunpezzo sta sistemando casanostra, in cui rientreremo dopo 3 settimane di distanza dovute a dei lavori di "stiracchiamento" per entrarci tutti e 4 ... caspita siamo tanti.
Diciamo che sento la mancanza del blog, o meglio la sentono i miei nervi ... che credo siano un po' provati da tutto: l'allattamento, la lontananza da casa mia, l'assenza totale di libertà, la mancanza del mio primo figlio, per quanto io cerchi di passare con lui ogni momento libero, anche perché se poi prendo un po' d'aria mi manca come l'aria stessa ... e allora che aria prendo?
Stasera sono crollata, le discussioni continue con lamiadolcemetatuttadunpezzo che si sente trascurato, io che mi sento di trascurare lui e chiccodigrano e cerco di fare quanto posso per essere presente e in forze per loro, papaverina che mi succhia ogni energia vitale insieme al latte, che per fortuna produco copioso per lei, la paura di non poter più fare nulla perché con tutti e due da sola ... è tutto davvero complicato, la paura di esplodere come coppia, la consapevolezza di aver perso molti colpi,la consapevolezza di aver perso molti amici e di aver allontanato molte amiche ... e poi stasera mi sono accorta di aver prenotato una vacanza fuori nei giorni del matrimonio di una cara amica. E' il terzo matrimonio di amiche care che perdo per vari motivi è la seconda volta che mi capita di prenotare un viaggio senza pensare alla cosa, e un terzo l'ho perso per una febbre altissima di chiccodigrano ... sta di fatto che mi sembra di aver perso dei pezzi miei, e si li ho persi .. in tutto questo marasma, con due bimbi che assorbono tutte le energie e una dolcemetatuttadunpezzo che pure ne richiede tante nel bello e nel brutto e soprattutto reclama attenzioni in più ... in tutto questo ecco cosa ho perso veramente ... i pezzi miei, ho perso me e stasera quando mi sono accorta di come i miei neuroni hanno prenotato un volo a/r per il 4 settembre con ritorno l'11 e che il 7 si sposa flower e 2+2 ha fatto 4 xchè flower stessa me l'ha detto ... sono crollata. Lacrime ... lacrime di delusione di stanchezza xchè non si può fare tutto e farlo bene e fare proprio tutto tutto tutto e pure di più ... xchè pure andare a mare è bello ma ormai richiede un'organizzazione alla contingente dell'ONU ed è faticoso anche riposarsi ... e poi mi manca potermi rilassare ... perché con due così vicini e così piccoli non ti rilassi mai e scatti come una molla se vola un calabrone vicino.
Sto passando una strana fase, un giorno sto benissimo, emetto serenità e bontà materna, sono bella, sorridente, metto anche i tacchi e non muovo un ciglio se papaverina vuole mangiare a tutte le ore, tanto da scatenare un crampo al braccio e dico "è buonissima" e lo dico convinta. Il giorno dopo piango se mi accorgo di aver dimenticato una parte di me ... è la storia della coperta troppo corta, c'è sempre una parte che prende freddo ... ed è snervante nel vero senso della parola ... non è che qualcuno mi presta una coperta più grande?
ps mia figlia è un fenomeno, bella, forzuta, già attenta e sveglia e non sta ferma un secondo anche se ha solo 40 giorni ... ci farà impazzire tutti molto presto ... i primi sorrisi hanno già fatto sciogliere mamma e papà ... povera lei che è nata seconda ... e lo dice una secondogenita, ma proprio per questo è già un fenomeno e lo sarà sempre più.
pps chiccodigrano per ora la adora e la coccola, che forse è una delle cose più importanti, eccolo mentre le stringe la manina ed è tutto merito nostro se fa così e dovrei esserne fiera e pensare a questo quando mi sento persa e risucchiata.
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