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lunedì 17 giugno 2019

Andrea Camilleri

... Che l'altroieri ti ascoltavo a radiocapital.
Parlavi della tua vita senza rimpianti.
Del tuo essere felice.
Dell'aver fatto quello che volevi.
E del giorno del tuo matrimonio ... nella semplicità del tuo ricordo più bello.
un ricordo così banale per un uomo per nulla banale.
Un ricordo così poco banale nell' autenticità e profondità del sentimento e del ritrovato divertimento.
E allora oggi non so cosa augurarti.
So che mi dispiace, ma forse non è il dispiacere a dominarmi se ci penso.
E' la serenità che avevi tu mentre parlavi di vita e di morte che mi accompagna.
Quello che spero è che in questi momenti ti accompagni quella stessa serenità.
E che il tuo corpo e il tuo spirito proseguano la strada in modo armonioso ...
dove vadano non mi sembra importante.
Mi sembra importante che ballino in armonia verso la loro destinazione.
Le piacevi tanto ... tanti tuoi libri non ha potuto leggerli ... le sarebbe piaciuto ... mi sa che quest'estate mi metto io al passo ... così in un certo modo lo farà anche lei attraverso le basi azotate che ho ereditato da lei.

venerdì 13 maggio 2016

Ad un trivio

Mi sono regalata 24 ore per me, per una festa di 40 anni per passare del tempo con la mia vita precedente e con le due donne con cui un tempo condividevo la giornata.
Ora la riccia  vive dove per un po' ho vissuto fuori anche io e non la vedevo da quasi 2 anni, ma quando venne lei qui io non c'ero ... ero su venere.
Cecioinbocca invece vive in Italia, la sento spesso e la vedo anche relativamente spesso ... dorme sul letto a castello dei miei bimbi quando passa da noi.
Eravamo più o meno su una strada simile quando loro hanno lasciato Napoli.
Alla riccia mi univa un carattere un po' scontroso ma dall'abbraccio facile (il suo, io ero accomodante, ma un po' celata), l'amore per un sagittario, le sigarette, le magliette da rockettara.
A cecioinbocca mi univa lo sguardo basso, una strada purtroppo comune di una malattia e una mancanza troppo grande quando dovresti pensare solo a diventare donna, l'amore-odio per i modelli, la pignasecca.
E la birra ... a entrambe, fresca, a stomaco vuoto d'estate, per chiudere fuori tutti e guardarci noi tre negli occhi e vederci crescere negli occhi le une delle altre.
Eravamo su una strada, poi loro sono partite, poi sono partita anche io.
Io sono tornata, loro no.
Ora siamo su tre strade.
Sabato si è riunito il mio trivio.

Ho visto che vita avrei potuto vivere.
A vivere lontana da una rete di supporto, in un paese che mi ha rubato il cuore.
A vivere da sola in una casa grande quasi quanto la mia in una città che ho sempre amato.

Ho sentito che la mia vita è mia, che è proprio così che doveva andare e che è la mia strada della felicità, in cui non cambierei nulla, nè per la pausa pranzo con bagno in un mare blu circondata da una lingua di suoni dolci, nè per una vita in cui tutto si può fare in bicicletta e un cinema non diventa un lusso, ma è un'abitudine.

Amo la mia vita, amo quello che sono.
e loro così uguali e così diverse da quelle che eravamo restano Loro.
... e dentro me da quel posto in cui erano, non si sono mosse neanche di un centimetro.

Auguri gè.
Auguri amiche mie, quest'anno ne fate 40.
Io ho ancora un anno di respiro.
Ci vediamo l'anno prossimo.
ps ge' ... a romperti il polso pogando la sera della tua festa di quaranta anni ... sei un mito ... solo tu!





giovedì 26 novembre 2015

Cosa vuoi diventare ...

Si , ok può sembrare un gioco macabro, ma io non credo lo sia, credo sia un gioco spirituale.
A casa mia ogni tanto i bimbi giocano a "cosa vuoi diventare tu quando sarai morto?".

Ok un po' macabro sembra, ma invece è un gioco che da continuità, che mi sorprende ogni volta, soprattutto perchè papaverina dimostra una spiccata spiritualità. E poi, senza voler troppo fare la zen, la morte è parte della vita e prima lo si impara, più sarà naturale accettarne l'esistenza.
Perchè a farle la guerra non si vince mai.

Comunque, quando giochiamo lui vuole diventare quasi sempre un oggetto, uno di quelli di cui in quel momento è appassionato, fondamentalmente o navi da crociera o aerei a due piani.
Lei invece da risposte poetiche come "un arcobaleno", "l'acqua", "il sole".

Ieri papaverina mi ferma e mi fa:
"mamma ho deciso, voglio diventare un pulcino" ...
" e tu diventa una gallina, mamma" ...
"così continui a fare la mia mamma, mi covi, io nasco e stiamo insieme".

 Quando guardo gli occhi di mia figlia al mattino gioiosi, grandi, curiosi e sorpresi vedo mille vite, mille anime e fra quelle ce n'è una molto familiare ...
perchè poi, è vero come ci ha tenuto a dire mia mamma citando Pavese che "L'uomo mortale, Leucò, non ha che questo d'immortale. Il ricordo che porta e il ricordo che lascia."
... Ma è anche vero, come dice la genetica, che in noi ogni singola proteina è codificata dal DNA e il nostro DNA è dato dalla fusione di quello di nostro padre e di nostra madre, e in ognuno di noi c'è parte di loro, e noi trasmettiamo parte di quella parte ai nostri figli.
Non è poetico come il ricordo, ma è potente quanto se non più del ricordo.
Io sono mia madre e mio padre e i miei genitori sono anche nei miei bambini.
In quei piccoli occhi c'è tutto un mondo e in quel mondo c'è anche lei, e quando mia figlia si sveglia e ogni giorno apre per la prima volta quegli occhi, io vedo i suoi.

Sarà per quello che lei è così brava a giocare a "cosa vuoi diventare".


mercoledì 16 settembre 2015

Silenzio

Sto facendo un po' di silenzio, e per una come me è un evento raro.
Le cose riescono a restare più in me, non avverto forte come prima il bisogno di farle uscire.
Tutto qui.
Sto bene comunque.
Stiamo bene noi.
Abbiamo viaggiato quest'estate e abbiamo trovato la quadratura del cerchio fra i bisogni di noi adulti e quelli dei nostri bambini.
E' stato bello. Molto.
Anche questa volta ripartirei domani.
Questo ti lascia dentro un bel viaggio.
Lavoro. Ho un nuovo incarico e un livello in più.
Del mio mondo protetto di amore non dico nulla, perchè lo voglio tenere un po' per me.
Perchè è talmente bello e delicato che voglio tenermelo dentro.
Faccio Silenzio quindi.

mercoledì 3 giugno 2015

2 Giugno 2015

ore 21:20 in auto, di ritorno da un weekend lungo al mare e da una festa importante in cui pensavamo avesse utilizzato tutte le sue energie vitali, si sente una voce dal sedile posteriore:
"Mamma, papà ... come è nato tutto?"
...
Eccoci, ora inizia il difficile.

giovedì 13 marzo 2014

Conversazioni dolorose... ma non troppo

L'altro giorno ad un pranzo con amici, mio figlio si è messo a ripetere ad alta voce, fra le perplessità e le risate degli astanti (la sensibilità è molto variabile fra gli esseri umani)
"Le mamme delle mamme non esistono"
Sul momento ho riso, sotto al riso ero imbarazzata e un po' addolorata, ma soprattutto ho capito che c'era qualcosa di cui  parlare ...
Ho aspettato il momento giusto.

Pomeriggio, giochiamo insieme.
Io "Chicco vieni qua, mamma ti vuole parlare"
Lui "perchè?"
Io "Nulla Chicco, mamma ti ha sentito l'altro giorno dire che le mamme delle mamme non esistono, ma questo non è vero. E' la mamma della tua mamma che non c'è più, ma altre mamme delle mamme esistono, vedi raggiodiluna? la sua nonnasanta che ogni tanto ti porta a casa dopo scuola, lei è la mamma di mammadiluna ed esiste"
Lui, fra un salto, una risata, uno sfottò uno "scorreggina puzzettina" coro del momento cantato sulle note di "il caffè della peppina" (ha pur sempre 3 anni e mezzo lui) mi dice
"Eh vero mamma, dovevo dire che la mamma della mia mamma non c'è più"
Io "si bravo"
Lui "e perchè non c'è più?"
Io "perchè è morta amore"
Lui, sempre fra un "pim pam"," ti sparo sei morta" un "puzzettina scorregina" e l'altro
"... e perchè è morta?"
Io, fra un cric e un crac rumori del mio cuore spezzato
 "perchè si è ammalata, era vecchiarella ed è morta".
Poi sempre io fra un senso di colpa perchè le avevo dato della vecchia a sessant'anni e la confusione più totale dovuta alla sua attenzione e alla sua logica stringente (anche se non è certo la prima volta che affrontiamo l'argomento)
"Sai la mamma della mamma, un tempo c'era ed era anche molto divertente, ci avrebbe fatto fare un sacco di risate se fosse stata ancora qui, ma un po' lei c'è ancora, perchè il suo corpo è morto, ma il suo amore è volato in cielo e ogni tanto viene da noi, sai quando?"
Sempre io con gli occhi sempre più aperti per fare spazio ai goccioloni che si affacciavano sul mio sorriso
"... Ad esempio quando arriva l'arcobaleno nella tua stanza da quel giochino che è sulla finestra, quello lo regalò la nonna a mamma oppure, ... quando gira una girandola, la nonna adorava le girandole ...  o quando facciamo volare l'aquilone, sai con la nonna comprammo un aquilone per voi ancora prima che voi foste nei pensieri di mamma e papà ... è quello che abbiamo fatto volare sulla spiaggia del nonno mezzo rotto, te lo ricordi? ...  beh tutte le volte che succede una cosa del genere, beh con noi c'è l'amore della nonna"
Lui "Puzzettina scorreggina, puzzettina scorreggina"
Io "Si amore, hai ragione, puzzettina scorreggina"
Conversazione dolorosa ...
ma non troppo.












venerdì 7 marzo 2014

Diamoci un consiglio

Le 10 cose che non avrei mai pensato che sarei riuscita a fare nella mia vita e che invece ho fatto:

  1. Smettere di fumare ... ben due volte
  2. Guidare un auto ... a Napoli
  3. Guidare un motorino ... ovunque, non avrei mai pensato di poterlo fare ovunque
  4. Cucinare cannelloni per 10 persone
  5. Godermi una festa mia, quando compii 5 anni non venne nessun invitato alla mia festa e poi sono una che va in ansia ... per mia fortuna ho incontrato un perfetto padrone di casa
  6. Svegliarmi ogni due/tre ore a notte e continuare a vivere
  7. Svegliarmi il fine settimana presto al mattino come gli altri giorni, se non lo avete capito, per me il sonno è molto importante
  8. Passare un giorno intero senza piangere dopo il 7 Dicembre del 2006
  9. Viaggiare per lavoro lasciando a casa i miei bimbi sotto l'anno di età
  10. Trovare il lavoro della mia vita
Tutto questo mi ha insegnato che la mia più grande nemica sono io, che avrei potuto fare queste cose molto prima ... la patente l'ho presa a 23 anni e ho inziato a guidare a 30 e passa ... questa è stata la prima cosa che veramente mi ha insegnato che tutto quello che ci sembra enorme, infattibile, insuperabile, molto spesso non lo è.
E' stata un' illuminazione importante, che probabilmente mi ha aperto anche altre strade.
Vedere il mostro per quello che era, una volta accesa la luce, ha ridimensionato tutti i successivi mostri.
A crederci, all'epoca, mi ha aiutato la mia taxi-driver, che per prima mi ha detto, ripetuto e straripetuto "ce la fai", e ci credo che continuava a dirmelo, a furia di venirmi a prendere e accompagnarmi ha percorso non so quanti chilometri ;)
Mai ringraziata a dovere, lo faccio qua ... tanto non legge.
Quando mi sono imbattuta in questa campagna, ho pensato che l'unico consiglio che avrei voluto dare a me qualche anno fa e che vorrei oggi fare alle persone che mi sono più vicine, donne o uomini che siano, è questo:


Non è vero che sei inconcludente, non è vero che non puoi, non è vero che non potresti fare altro, ma soprattutto
Non è vero che è troppo tardi;
Ok diciamola tutta, non è quasi mai troppo tardi, ma se passi troppo tempo a ripeterti che non puoi, un giorno ti sveglierai e sarà vero, non potrai, ma oggi ...
Oggi non è vero che è troppo tardi, credimi.

lunedì 17 febbraio 2014

Tre cose che ho imparato questo weekend

  1. Un venerdì concluso con festa ballereccia e rientro alle 3 da sbronzi non è compatibile con un risveglio alle 8:30 del sabato con due marmocchi urlanti e pieni di energie per casa.
  2. Una bimba di 10 kg nel marsupio ed uno di 15 kg nel passeggino sono troppo per il tuo corpo di ultratrentenne che già ha esagerato ballando ad una festa il giorno prima.
  3. Dare un po' di libertà a chi ami per fargli ricordare che esiste al di là di noi tutti può costare fatica, ma certi sorrisi ripagano più di mille grazie e poi ... sono contagiosi.

venerdì 6 dicembre 2013

Rimmel

Quando cominci a non mettere il rimmel al mattino, per paura che ti coli ...
non è mai un bel periodo ...

giovedì 3 ottobre 2013

lunedì 27 maggio 2013

Aldobrando



Interno giorno - tanta luce -
Chiccodigrano si affaccia dalla porta:
Ricci biondi, tanto ricci e tanto biondi e tutti scompigliati dalla notte, occhi blu, tanto blu e tutti assonnati, guanciotte rosa, pigiamino azzurro, maniche corte e pantaloncini, cosce e gambe bianche del color di biancaneve, piedini nudi. In braccio un orsacchiotto enorme, grande quasi quanto lui, che sembra proprio un orso ... sembrerebbe una scena da mulino bianco nel pre-Banderas ... ma che c'entra Banderas poi con il mulino bianco?
invece chiccodigrano come prima cosa mi chiede "dov'è papà?" e il suo orsacchiotto si chiama Aldobrando .. non è una scena di una pubblicità, nella pubblicità mi sarebbe corso al collo dicendo "Mamma" e l'orsacchiotto si chiamerebbe Teddy ... ma è incredibile è ancora meglio:
E' LA MIA VITA

martedì 2 aprile 2013

martedì 12 aprile 2011

Ho richiuso un bottone

Ho richiuso un bottone. Sono rientrata nella mini taglia 40 acquistata nel giorno in cui feci il test di gravidanza un po' per scaramanzia.
Credo sia un po' abbondante come taglia 40 ma sono comunque soddisfazioni, anche perché sono rientrata anche nei jeans che ho dovuto abbandonare dal secondo mese di gravipanza.
Insomma sto facendo un po' di fatica, è difficile organizzarsi con pappe per il piccolo, pappe per la mamma a dieta, pappe per il papà a dieta anch'egli ma ... i risultati si fanno vedere.
Fare una dieta è tosto, hai fame, voglia di cose buone e unte e bisunte, ma poi ... quando riesci nuovamente a chiudere quel bottone vieni ricompensato.
Mi fa pensare a quando ho smesso di fumare ... sembrava impossibile, mai avrei pensato di riuscirci ma ce l' ho fatta
Mi fa pensare a quando ho imparato a guidare ... mai avrei pensato di farlo in questa città ... ma ormai lo faccio.
Mi fa pensare a a quanto in realtà i nostri limiti li dettiamo noi:
Non sono smanie di onnipotenza ma mi rendo sempre più conto che il potere della nostra mente è immenso, nel bene e nel male. Gli auto-sabotaggi sono potentissimi ed io ne compio in quantità industriale.
Mi rendo sempre più conto che se uno vuole una cosa, anche se sembra irraggiungibile, come un castello meraviglioso su una cima circondata da fantasmi e trabocchetti, la può raggiungere e ...
i peggiori nemici dei nostri desideri siamo noi stessi.
Ho scoperto l'acqua calda? forse si ... non me ne sono accorta mica oggi, ma sono cose che ogni tanto è bene che ci ripetiamo come un mantra ... perché poi il messaggio che vorrei mandare a mio figlio è ... niente è impossibile se ci metti tutto te stesso, ma come posso essere credibile se non lo faccio io per prima? Per oggi ho richiuso un bottone mettendomi in gioco, magari domani studierò per uno dei mille concorsi per cui presento domande.

venerdì 18 febbraio 2011

se non ora quando

Ebbene si c'ero anche io, perchè dovevo esserci perchè volevo esserci e anche se la sveglia la mattina mi è costata un gran sacrificio (sera prima amici a cena e notte turbolenta per chicco di grano) c'ero.
Ero con un'amica che vedo poco e con la quale non ero mai stata ad una manifestazione, avevamo tanto di cui parlare di noi e ci siamo trovate così in coda alla manifestazione, dietro di noi solo uno striscione.
Ho avuto solo un momento di esaltazione da manifestazione politica (quella splendida sensazione di sentirsi parte di un tutto che reagisce, che fa sentire la sua voce gioiosa) ed è stato quando ci siamo ritrovate, ormai in tre in mezzo ad una serie di mamme e papà di tutti i colori con bambini colorati di pelle e di abiti. Queste famiglie multiculturali ed un bambino di tre anni che diceva "Bellucconi capa di bomba" mi hanno fatto sentire per un poco bene, per un poco parte di quel tutto, ma in generale non è stato come mi aspettavo ...
perchè era tutto soprattutto grigio, poco musicale e poco colorato
perchè quando la coda del corteo è arrivata a destinazione, sul palco non c'era più nessuno
perchè ho incontrato più amiche ed amici dei miei genitori che donne della mia età o ragazze e ragazzi più giovani
perchè è stato come se resistessi, come non volessi farmi coinvolgere ...
ho manifestato da disillusa, non credendo al 100% al potere del mio essere lì e mi veniva da dire a tutti ecco come mi hanno resa, ecco come manifestano le poco più che trentenni, fischiettando come se non si volessero far vedere, come se non volessero essere deluse di nuovo, come delle disilluse ...
e invece come gridavano gioiose e grintose le donne che potevano essere mia madre ...
è capitato solo a me di sentirmi a margine?
mie 2 lettrici e lettori che eravate in piazza ditemi la vostra

mercoledì 9 febbraio 2011

Alla bumba di bambo

A volte mi perdo, poi mi ritrovo si, ma quando mi perdo mi sento come se la mia vita andasse avanti da sola, come se mi trovassi su un rullo trasportatore o meglio come se avessi inserito il pilota automatico.
A un certo punto mi risveglio e mi dico oh ma che sto facendo? dove sono? cosa ci faccio qui? Ma soprattutto CHI E' CHE MI HA PORTATO QUI? con conseguente ira nei confronti di chi mi è vicino.
Questo è quello che mi è successo spesso nella mia vita e che mi è successo nuovamente ora. Mi sono svegliata a 6 mesi dalla nascita del mio bel chicco di grano ...
Ho incolpato un po' tutti del senso di fastidio che mi dava sentirmi trasportata, ma alla fine avevo ben poco di cui incolpare gli altri sigh ;)
Ed ora eccomi qua ad analizzare a freddo il mio procedere a tentoni seguito da avanzamenti a scatti ... e mi domando e dico ... andrò sempre così alla "bumba di bambo"* nella mia vita?
* "bumba di bambo" versione bambinolecita di un'espressione a me cara che ricorda l' "alla cavolo di animale domestico" che preferirei il mio bambino non ripetesse.