Giorno 2
Mi sveglio alle 6. Rumori di tv dalla casa vicina.
Un pezzo di melanzana fra i denti mi ha fatto gonfiare la gengiva.
Ma come è nessuno mi ha detto che avevo 'sto tronco nero in un dente ... eh no nessuno lo ha visto.
E ho la gengiva gonfia.
Se ci fosse stato lui e mi avesse detto che avevo un tronco nero fra i denti mi sarebbero girate ...
invece magari mi avrebbe evitato la gengiva gonfia.
Questa medaglia ... troppe facce.
Lavatrice da stendere.
Colazione al bar
Mercatino. Scarpe per le donne di casa e giochi per sopravvivere a un lungo viaggio con due bimbi.
Lavoro, affronto un mostro troppo a lungo ignorato.
Esco e giro libera per negozi.
Voglia di birra.
Sono sola.
Mi sento sola.
Chiamo e mi autoinvito da raggiodiluna e finiamo a fare conti che non vorremmo fare fino a mezzanotte.
I capricci di una bimba quando sei sola a gestirli pesano come macigni.
... e penso a chi lo ha fatto per tutta la vita.
Vorrei domandare "è stato stancante?", ma i numeri vincono.
3 donne, una calcolatrice, 2 iphone, 1 excel ... non torna nessun numero.
Rientro a casa, lavatrici da ritirare, lavatrici da stendere, quello resta uguale, anche in una casa vuota.
Ho fatto la bustina dell'umido, un'altra libertà.
Mi addormento tardi e mi sveglio presto, i rumori si sentono tutti ... e la casa non sembra casa così.
Come una donna con due figli sopravvive all'inatteso arrivo di un lavoro fisso
mercoledì 29 luglio 2015
martedì 28 luglio 2015
Giorni di solitudine
Tutti al mare, io in città.
Giorno 0
Compro "la repubblica", leggo mezzo articolo in traghetto, poi dormo.
Vado in bagno senza nessuno che mi chiami.
Mi faccio uno chignon.
Trucco gli occhi.
Metto una gonna lunga nera.
Vado alla festa del quartiere che amo e che si affaccia su casa dei miei.
Vedo il mare, mi ricordo del mare di Francia.
Vedo le stesse facce fare ancora le stesse cose.
Alcuni di loro hanno dei bimbi per mano o nel marsupio.
Vedo donne di 50 anni belle, a loro agio, innamorate e felici, libere.
Io a meno di 40 anni mi sento bella, un po' impacciata, innamorata ma malinconica, e anche un po' incazzata, in pratica non libera.
Neanche stasera.
Ceno con popcorn, mandorle caramellate e vino.
Manca la birra fredda.
Non sento la loro chiamata, richiamo che già dormono, mi viene l'appucundria.
Mi viene anche il mal di schiena.
Non ho più l'età per sedermi sui gradini ... poi ho il terrore delle blatte.
Mi sento vecchia.
Li vedo ballare, sono belli, ma io ho mal di schiena.
Torniamo a casa.
Io e l'unica amica che mi resta della mia precedente vita in questa città.
Lei è venuta per traslocare, torna a vivere nella mia vecchia città.
Mangio un gelato, lei no, ha già dato nel pomeriggio, dice.
Nocciola trilobata.
Un gusto solo, per afferrarne bene il senso.
Ancora ci penso.
Estasi pura.
Guardiamo i bimbi giocare, ignari delle blatte.
Ci salutiamo come se ci dovessimo vedere domani.
L'ho salutata in altri traslochi, è sempre tornata, uguale a prima.
Quasi quasi spero per lei che questa volta non torni, o almeno non torni uguale a prima.
Torno a casa, apro la porta a chiave, richiudo la porta a chiave dietro di me e mi fa così strano che tutto si riduca così, che nessuno debba entrare più.
Faccio tardi, pensieri brutti, mi intossico la prima notte da sola.
Giorno 1
Mi sveglio tardi, intossicata.
Ci metto una vita a cucinare il mio pranzo disintossicante, sperando che agisca su corpo e spirito.
Apro la porta con le chiavi e la richiudo alle mie spalle, mi fa sempre strano.
Esco di casa in ritardo anche se non ho dovuto pensare ad altri che a me.
Lavoro col pensiero a chiccodigrano che il giorno prima giocava con le onde con dei bimbi più grandi di un anno ... e fra 5 e 6 anni c'è una bella differenza.
Lui è sicuro fra le onde senza braccioli, ma io no.
Covo paura.
Penso a papaverina con la corona di fiori e al suo sorriso invadente.
Penso a chiccodigrano arrabbiato.
Penso ai vari acciacchi sull'isola.
Lavoro.
Finisco tardi, vado, piango, parlo, rido, capisco.
Lui è ancora arrabbiato.
Io dispiaciuta.
Li vedo, che belli che sono in quel giardino.
Provo a comprare qualcosa per me sola, i negozi chiudono davanti a me.
Torno a casa, apro con le chiavi, chiudo con le chiavi e mi sono già scocciata di questa stranezza.
Resto con le persiane tutte abbassate e mi spoglio, nuda e giro per casa nuda scegliendo i vestiti da mettere in valigia per me e per loro.
Si fanno le 23, ho fame, arrostisco melanzane, mangio melanzane ... ancora disintossicante... speriamo funzioni.
Seguo i miei bisogni e i miei desideri, solo quelli, nel silenzio più totale, non accendo radio, nè tv, nè stereo, nè altro.
Silenzio.
Mi addormento davanti alla tv, poi rotolo nel letto e dormo.
Giorno 0
Compro "la repubblica", leggo mezzo articolo in traghetto, poi dormo.
Vado in bagno senza nessuno che mi chiami.
Mi faccio uno chignon.
Trucco gli occhi.
Metto una gonna lunga nera.
Vado alla festa del quartiere che amo e che si affaccia su casa dei miei.
Vedo il mare, mi ricordo del mare di Francia.
Vedo le stesse facce fare ancora le stesse cose.
Alcuni di loro hanno dei bimbi per mano o nel marsupio.
Vedo donne di 50 anni belle, a loro agio, innamorate e felici, libere.
Io a meno di 40 anni mi sento bella, un po' impacciata, innamorata ma malinconica, e anche un po' incazzata, in pratica non libera.
Neanche stasera.
Ceno con popcorn, mandorle caramellate e vino.
Manca la birra fredda.
Non sento la loro chiamata, richiamo che già dormono, mi viene l'appucundria.
Mi viene anche il mal di schiena.
Non ho più l'età per sedermi sui gradini ... poi ho il terrore delle blatte.
Mi sento vecchia.
Li vedo ballare, sono belli, ma io ho mal di schiena.
Torniamo a casa.
Io e l'unica amica che mi resta della mia precedente vita in questa città.
Lei è venuta per traslocare, torna a vivere nella mia vecchia città.
Mangio un gelato, lei no, ha già dato nel pomeriggio, dice.
Nocciola trilobata.
Un gusto solo, per afferrarne bene il senso.
Ancora ci penso.
Estasi pura.
Guardiamo i bimbi giocare, ignari delle blatte.
Ci salutiamo come se ci dovessimo vedere domani.
L'ho salutata in altri traslochi, è sempre tornata, uguale a prima.
Quasi quasi spero per lei che questa volta non torni, o almeno non torni uguale a prima.
Torno a casa, apro la porta a chiave, richiudo la porta a chiave dietro di me e mi fa così strano che tutto si riduca così, che nessuno debba entrare più.
Faccio tardi, pensieri brutti, mi intossico la prima notte da sola.
Giorno 1
Mi sveglio tardi, intossicata.
Ci metto una vita a cucinare il mio pranzo disintossicante, sperando che agisca su corpo e spirito.
Apro la porta con le chiavi e la richiudo alle mie spalle, mi fa sempre strano.
Esco di casa in ritardo anche se non ho dovuto pensare ad altri che a me.
Lavoro col pensiero a chiccodigrano che il giorno prima giocava con le onde con dei bimbi più grandi di un anno ... e fra 5 e 6 anni c'è una bella differenza.
Lui è sicuro fra le onde senza braccioli, ma io no.
Covo paura.
Penso a papaverina con la corona di fiori e al suo sorriso invadente.
Penso a chiccodigrano arrabbiato.
Penso ai vari acciacchi sull'isola.
Lavoro.
Finisco tardi, vado, piango, parlo, rido, capisco.
Lui è ancora arrabbiato.
Io dispiaciuta.
Li vedo, che belli che sono in quel giardino.
Provo a comprare qualcosa per me sola, i negozi chiudono davanti a me.
Torno a casa, apro con le chiavi, chiudo con le chiavi e mi sono già scocciata di questa stranezza.
Resto con le persiane tutte abbassate e mi spoglio, nuda e giro per casa nuda scegliendo i vestiti da mettere in valigia per me e per loro.
Si fanno le 23, ho fame, arrostisco melanzane, mangio melanzane ... ancora disintossicante... speriamo funzioni.
Seguo i miei bisogni e i miei desideri, solo quelli, nel silenzio più totale, non accendo radio, nè tv, nè stereo, nè altro.
Silenzio.
Mi addormento davanti alla tv, poi rotolo nel letto e dormo.
martedì 7 luglio 2015
I grandi classici
sera, nel lettino, lui si gira come per addormentarsi e dice:"mamma tu lo ami papà?"
Io "si Chicco, certo lo amo"
chiccodigrano " e non lo butti nella spazzatura?"
Io "No Chicco, no ... ma perchè dovrei buttarlo?"
chiccodirgrano "perchè a me non pensi mai".
i grandi classici - Edipo re
Io "si Chicco, certo lo amo"
chiccodigrano " e non lo butti nella spazzatura?"
Io "No Chicco, no ... ma perchè dovrei buttarlo?"
chiccodirgrano "perchè a me non pensi mai".
i grandi classici - Edipo re
mercoledì 17 giugno 2015
Lei balla da sola
Le imprese.
Adoro le sue imprese.
Lei svuota il mare.
Lei riempie di sabbia il mare.
Lei prepara gelati per tutti: gusto piede, gusto casa, gusto treno.
Lei fa un bagnetto.
Lei va a prendere l'acqua.
Lei fa una piscina.
Lei distrugge la piscina.
Lei si perde, cercando i giochi sotto ad ombrelloni decine di metri più in là.
Lei esplora la battigia in cerca di altre bimbe con i braccioli.
Una giornata al mare con papaverina.
Ha 3 anni e l'autonomia di una quindicenne quando è al mare.
Era già così anche a 2 anni.
La amo molto.
Questo è uno dei motivi per cui io la stimo, stimo la mia bimba treenne.
La stimo anche per il suo sorriso, per le sue risate, per il suo umorismo surreale.
La stimo talmente tanto che ho paura di snaturarla con regole troppo rigide.
La stimo talmente tanto che ho paura di crescere una selvaggia senza regole rigide.
Intanto lui decide, da solo, che non vuole usare i braccioli.
Il mio Mr Brave si tuffa in acqua, va con la testa sotto, nuota sotto e sopra l'acqua, gioca anche con i cavalloni.
Fa tutto da solo e lo fa egregiamente.
Dopo una settimana, mi addormento con immagini di lui in acqua e un terrore serpeggiante.
Ho paura, ora dopo una settimana, della sua sicurezza.
Ho paura, ma molta stima del suo coraggio.
Lo stimo talmente tanto che ho paura di soffocarlo con le mie paure.
Lo amo talmente tanto che ho paura per lui.
Lei balla da sola ... e lui le va dietro.
E' questo essere fratelli.
Adoro le sue imprese.
Lei svuota il mare.
Lei riempie di sabbia il mare.
Lei prepara gelati per tutti: gusto piede, gusto casa, gusto treno.
Lei fa un bagnetto.
Lei va a prendere l'acqua.
Lei fa una piscina.
Lei distrugge la piscina.
Lei si perde, cercando i giochi sotto ad ombrelloni decine di metri più in là.
Lei esplora la battigia in cerca di altre bimbe con i braccioli.
Una giornata al mare con papaverina.
Ha 3 anni e l'autonomia di una quindicenne quando è al mare.
Era già così anche a 2 anni.
La amo molto.
Questo è uno dei motivi per cui io la stimo, stimo la mia bimba treenne.
La stimo anche per il suo sorriso, per le sue risate, per il suo umorismo surreale.
La stimo talmente tanto che ho paura di snaturarla con regole troppo rigide.
La stimo talmente tanto che ho paura di crescere una selvaggia senza regole rigide.
Intanto lui decide, da solo, che non vuole usare i braccioli.
Il mio Mr Brave si tuffa in acqua, va con la testa sotto, nuota sotto e sopra l'acqua, gioca anche con i cavalloni.
Fa tutto da solo e lo fa egregiamente.
Dopo una settimana, mi addormento con immagini di lui in acqua e un terrore serpeggiante.
Ho paura, ora dopo una settimana, della sua sicurezza.
Ho paura, ma molta stima del suo coraggio.
Lo stimo talmente tanto che ho paura di soffocarlo con le mie paure.
Lo amo talmente tanto che ho paura per lui.
Lei balla da sola ... e lui le va dietro.
E' questo essere fratelli.
Etichette:
chiccodigrano,
fratellanza,
papaverina
lunedì 8 giugno 2015
Risveglio domenicale
papaverina "è giorno?"
noi "nooooo"
papaverina "è giorno?"
noi "noooooo"
papaverina "è giorno?"
noi "abbiamo capito ... si è giorno!"
papaverina "yeeeee"
lamiadolcemetàtuttadunpezzo "papaverina mi dai un bacio?"
papaverina "NO"
chiccodigrano "Papaverina sei immensamente scortese".
cose da non dimenticare
noi "nooooo"
papaverina "è giorno?"
noi "noooooo"
papaverina "è giorno?"
noi "abbiamo capito ... si è giorno!"
papaverina "yeeeee"
lamiadolcemetàtuttadunpezzo "papaverina mi dai un bacio?"
papaverina "NO"
chiccodigrano "Papaverina sei immensamente scortese".
cose da non dimenticare
mercoledì 3 giugno 2015
2 Giugno 2015
ore 21:20 in auto, di ritorno da un weekend lungo al mare e da una festa importante in cui pensavamo avesse utilizzato tutte le sue energie vitali, si sente una voce dal sedile posteriore:
"Mamma, papà ... come è nato tutto?"
...
Eccoci, ora inizia il difficile.
"Mamma, papà ... come è nato tutto?"
...
Eccoci, ora inizia il difficile.
martedì 26 maggio 2015
Quelle cose solo tue
Oggi ho vissuto una cosa solo mia.
Tornavo a casa con la spesa.
Ero a 10 metri da casa e all'improvviso ho sentito un rumore strano. Un ticchettio.
Pioggia su un motorino.
Solo su un motorino, non il mio.
Ho guardato in alto, mi sembrava un posto impossibile da innaffiare per errore.
Infatti.
C'era un metro quadrato di pioggia che cadeva.
Una parte di nuvola minuscola rilasciava pioggia, intorno no.
Mi sono guardata intorno, cercavo qualcuno a cui dire "visto? Assurdo!". Nessuno.
Nella scuola di russo hanno continuato a studiare il russo, nelle case hanno continuato a far cenare i bambini.
Nessuno.
Solo io e il mio metro quadrato di pioggia ... e ho iniziato a ridere ad alta voce, tanto ero sola, nessuno mi avrebbe preso per pazza.
E' durato 15 secondi, forse 20.
A un certo punto e' arrivato Il biondo che di sente Patrick Swayze in Point Break che abita nel palazzo dopo il mio.
Io ridevo ancora.
Lui è passato, ha cercato le chiavi ed è entrato a casa.
Il metro quadrato di pioggia e' rimasto solo mio.
Se non ci fossi stata io non sarebbe mai esistito.
E invece mi ha rischiarato una giornata uggiosa, strano per una pioggia.
PS Oggi è la giornata mondiale dei nerds.
Io sono una nerd dentro, e anche fuori se poi rido senza vergogna per uno strano fenomeno meteo davanti al biondo clorato di turno.
Auguri nerds!
Auguri nerds!
Iscriviti a:
Post (Atom)